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Casa delle Associazioni: tra sogno e realtà

Mentre in città i politici parlano di vendere gli immobili comunali per fare cassa, le associazioni di quartiere propongono un’opportunità di utilizzo delle strutture e far vivere finalmente il quartiere ai suoi abitanti.

domenica 11 gennaio 2009, di Giovanni Giuffrida

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Uno spazio di aggregazione e di espressione, che sia da riferimento per gli abitanti del quartiere, dando loro possibilità di incontrarsi e discutere, un posto per esprimere liberamente la propria creatività e partecipare ad attività culturali. Tutto questo qualche organizzazione operante nel quartiere poteva averlo sognato, sicuramente non era tra i pensieri degli abitanti di Librino semplicemente perché, fin dai primi anni, le loro priorità erano altre e ben più importanti: una casa, l’acqua potabile, le strade asfaltate, l’allacciamento alla condotta fognaria, l’illuminazione. Adesso però le associazioni di quartiere chiedono a gran voce che sia data loro la possibilità di compiere, nel migliore dei modi, il loro servizio per il quartiere. Un servizio che viene svolto da anni senza mai andare sotto i riflettori della cronaca, sempre in secondo piano, con pochi mezzi e senza sovvenzioni alcune da parte delle istituzioni. Per questo motivo, nell’ultima riunione della Rete delle Associazioni, un organismo che raccoglie le realtà associative e di volontariato a Librino, si è espresso il desiderio di lavorare insieme in una struttura cogestita. Una Casa delle Associazioni che sia luogo di ritrovo e condivisione, punto di riferimento in un quartiere privo di un qualsiasi centro di aggregazione. Da parte delle istituzioni comunali giungono cori unanimi che invitano i cittadini a farsi promotori nel proprio territorio così da diventare parte attiva di un cambiamento possibile. Noi non possiamo che essere della loro stessa opinione: il cambiamento per essere veramente tale deve partire dal basso, lo ripetiamo oramai da tempo, rischiando di diventare noiosi. Dalle istituzioni però devono arrivare anche delle dimostrazioni concrete che ci facciano comprendere se esiste davvero una volontà politica di sostenere queste iniziative, altrimenti si corre il rischio, ancora una volta, che restino soltanto parole vuote, le ennesime per questo quartiere.

L’idea è semplice, non ha niente di rivoluzionario: le Case delle Associazioni in molte città del nord Italia sono già da tempo delle realtà consolidate che hanno portato enormi benefici alle comunità cittadine. Non occorre altro che identificare degli spazi idonei a questo tipo di attività, dotati quindi di ambienti polifunzionali che possano essere utilizzati a rotazione, sulla base di una gestione comune e partecipata. In questo modo sarà possibile offrire alle associazioni e agli abitanti del quartiere un punto di riferimento, servizi ed occasioni di incontro e di confronto, dando anche alla città di Catania l’occasione ed un motivo per venire a conoscere un lato diverso della periferia.

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la Masseria Villa Fazio

Ci sono spazi importanti a Librino che potrebbero essere destinati a tale scopo come la Masseria Bonajuto, attualmente gestita dall’Università di Catania, o Villa Fazio, che opportunamente ristrutturata e messa in funzione, consentirebbe anche l’utilizzo dei campi per le associazioni sportive.

Non vogliamo però sostituirci alle istituzioni comunali nel dire come gestire questo tipo di struttura, anche se stiamo lavorando ad un progetto comune crediamo che ci siano persone più competenti di noi che possono affrontare nel migliore dei modi il problema organizzativo. Chiediamo soltanto tempi brevi per affrontare un problema che affligge il territorio da troppo e che non può più attendere oltre.


Vedi anche La Rete delle Associazioni a Librino chiede una "Casa comune"




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