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Come un antico rosario

Terre Forti inaugura la stagione teatrale 2011

giovedì 10 marzo 2011

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Arriva la prima produzione del 2011 dell’associazione culturale Terre forti. Ecco infatti in scena “Come un antico rosario”, all’ Auditorium Castagnola presso la Chiesa Resurrezione del Signore, in via Castagnola 4, da domani e fino a domenica. E lo fa quindi proprio nel quartiere di Librino che è la “casa” di Terre forti, ensemble creativo sorto nel 2007 proprio a Librino, centro geografico di quelle antiche contrade un tempo note, per l’appunto, come "terre forti", ponendosi l’obiettivo di fare da “mediatore culturale” e promotore artistico e sociale tra la "periferia sud" del capoluogo etneo, la città di Catania e la Sicilia e i siciliani di tutto il mondo. “Terre forti”, associazione no-profit apolitica e aconfessionale, non ha mai fatto mistero di ambire a gestire, anche non in esclusiva, uno spazio “laico” artistico e creativo a Librino, ma ad oggi l’occasione di poter svolgere le proprie attività è stata, del tutto spontaneamente e gratuitamente, offerta non dalla pubblica amministrazione o da altre realtà della vita civile e politica, ma dalle parrocchie del quartiere: quella del Borgo Antico, la Chiesa N.S. del SS. Sacramento, che ospita nei propri spazi le prove della compagnia (oltre ad alcune produzioni più “raccolte”), e quella di via Castagnola, con il suo funzionale Auditorium, per le produzioni principali. Il 2011 di “Terre forti” inizia con un nuovo lavoro, pregevolmente diretto dall’abile e ormai esperto Saro Stella, che parla delle piccole emozioni e le quotidiane sfide, delle ingiustizie che sembrano insormontabili e della voglia di non concedere sconti alla propria dignità ed umanità. Ciò in due piacevoli episodi, animati da un cast vivace e variegato (in buona parte composto di interpreti residenti proprio nella periferia sud, a dimostrazione che vivere in aree “difficili” non è ostativo a produrre qualità e professionalità), il tutto incastonato nei preziosi interventi dell’affermato cantautore etneo Gregorio Lui e del gruppo musicale “’U peri alivu”, guidato da Melo Zuccaro e Lino Rabuazzo. Ecco lo spettacolo in una nota del Direttore Artistico di “Terre forti”, Alfio Guzzetta:

«In uno spazio, qui rappresentato da un simbolico cortile, prendono corpo le difficoltà di un quotidiano “quasi nascosto”. Uno spazio dove giorni monotoni, “salati”, imbalsamati dal tempo, si rincorrono uguali, come grani di un antico rosario, con il loro carico di sofferenze, disagi, complessità del vivere. Ma è anche lo spazio dove l’uomo, senza dimenticare le proprie debolezze, dà rispettabilità alla propria esistenza: un’esistenza che non sempre è supportata da quegli “aiuti” indispensabili ad un vivere civile. Malgrado ciò ce la mette tutta per spezzare il mito di Sisifo e riuscire a trasportare in alto quel masso che troppo spesso gli è rotolato addosso. È lo spazio dove, attraverso le lacerazioni quotidiane, catarsi continua, si può trovare la dignità di essere umano».




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