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Comune di Catania ONLUS

lunedì 13 ottobre 2008, di Leandro Perrotta

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Dopo l’assemblea con i Consiglieri di Circoscrizione tenutasi nella sala consiliare della nona municipalità, l’assessore ai servizi sociali Belluardo ha risposto a qualche nostra domanda sulla situazione dei servizi sociali a Librino il quale, sorprendentemente, pensa le stesse cose che diciamo noi da mesi: “fare rete” pensando ad una strategia di intervento a lungo termine fra noi associazioni. Tutto molto bello e giusto, e speriamo che si realizzi. Però bisogna fare una piccola nota: anche se in questo momento molti dipendenti fanno praticamente attività di volontariato, il Comune di Catania non è (purtroppo) una ONLUS (organizzazione non lucrativa di utilità sociale)...

L’amministrazione comunale è piena di debiti, i consiglieri di quartiere lamentano di non poter far nulla per mancanza di fondi. Il quartiere è in condizioni ancora peggiori che il resto della città, i problemi amministrativi aggravano il gravissimo disagio sociale. In mezzo a tutti questi problemi, l’Amministrazione comunale che cos’ha pensato di fare per risolvere i problemi prima che diventino emergenza sociale?

L’ho già detto a loro ( i consiglieri di quartiere e i responsabili del centro sociale di San Giorgio ) in assemblea, e lo ripeto: credo nell’attività principe dei centri sociali, che devono fare di più della sola attività di assistenza, cioè attendere che arrivino le persone a chiedere aiuto. Non siamo nelle condizioni di andare avanti con questo sistema e non è un’attività che vogliamo portare avanti noi. Noi vogliamo fare attività di promozione culturale, di promozione sociale, di impulso, di rete.

Tutti ottimi propositi, ma il primo passo qual’è?

Per farlo dobbiamo innanzitutto motivare il personale, così “ad occhio” mi sembra che non abbiano stimoli, forse molti di loro non sono del quartiere, si sentono quasi come emarginati, “in punizione” a San Giorgio, lontani dalle altre attività. Io tenterò di sbloccare la situazione, non ho la bacchetta magica ma la buona volontà c’è. Il mio desiderio comunque è quello di fare “rete” con le realtà del territorio. Una cosa bellissima a questo proposito è uscita sull’articolo del giornale (sottointeso, La Sicilia) che parlava dell’Associazione “Oltre la Periferica”: coordinare le reti di attori, cioè coordinare sostanzialmente l’attività dell’istituzione scolastica, delle Parrocchie, delle associazioni di volontariato.

Qui sono in molti ad aver capito da tempo che “fare rete” è l’unico modo per sbloccare la situazione, e sono infatti tante le Associazioni che si muovono verso questo obiettivo di “fare rete” a Librino e San Giorgio.

Anche secondo me è fondamentale: se non si fa rete fra le attività del territorio non abbiamo concluso niente e, dunque, dobbiamo ripartire con un’attività culturale, ricreativa ed educativa, non possiamo soltanto fare assistenza perché, per quanto la situazione del Comune migliorerà, non avrà mai le risorse, nessun ente locale ha queste risorse, per far fronte alle gravi necessità assistenziali.

Quindi, più nel concreto questo cosa significa?

Utilizzare bene le risorse a disposizione, fare attività progettuale, utilizzare bene i fondi di finanziamento speciale della legge 285 e 328. E poi: Centro sociale aperto sempre, Scuole aperte sempre, Parrocchie aperte sempre. Dare spazio, togliere dalla strada i ragazzi...

Nel corso dell’assemblea il personale del Centro Sociale di San Giorgio lamentava la carenza delle strutture, facendo l’esempio di sei persone in una stanza con 4 scrivanie...

Questo è un problema in qualche modo secondario: il personale lavora in grosse difficoltà, ma deve anche capire che tutti siamo in grande difficoltà. In questa situazione nessuno lavora al massimo, non da il massimo, ma bisogna stringere i denti. Prima di questo, però, si deve capire che il proprio lavoro gli assistenti sociali lo devono andare a fare fuori, devono andare per il territorio, vedere quali sono le realtà ed i problemi, l’analisi del fabbisogno la devono fare loro, è inutile che ti mandano le carte all’Assessorato per dire “Un anziano, un giovane, uno con problemi..”. Noi dobbiamo avere qualcosa in più, non possiamo limitarci ai numeri dei report che ci mandano perché qui dobbiamo sviluppare una serie di attività, perché sennò non abbiamo svolto il nostro lavoro adeguatamente. In sostanza: continueremo a fare assistenza cercando di migliorare il servizio, eliminandone le lacune, però dobbiamo anche pensare allo sviluppo del territorio.

Ieri mattina è stato presentato un esposto al procuratore della repubblica riguardo alla mancanza da ottobre 2007 dell’illuminazione a Librino, e ai problemi sulla sicurezza ad essa collegati, e fra i firmatari risulta anche la redazione del nostro giornale insieme ad un altro gruppo di realtà del territorio. Non è la prima volta che collaboriamo, qualche mese fa alla presenza dei candidati a sindaco (ma con Stancanelli assente NDR) è stata presentata la “Piattaforma per Librino”, che conteneva un resoconto dei problemi principali della nona e decima municipalità e consigli pratici sulle modalità di intervento. Era a conoscenza di queste iniziative, sono esattamente quello che ha detto lei, proposte concrete, iniziative “in rete”.

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Io non conosco la realtà della città complessivamente, conosco aspetti della città, non conosco più un quartiere di un altro e devo rendermi conto di come stanno le cose, come si può intervenire, non avendo soltanto dati, soltanto così è possibile realizzare una strategia di intervento. Io spero che il problema dell’illuminazione si possa risolvere di qui a qualche ora o a qualche giorno, perché nel momento in cui si risolverà il problema finanziario saremo nelle condizioni per ripristinarla. Sulla sicurezza bisogna non solo fare un intervento, ma capire come fare, perché fondamentalmente ciò che manca è la presenza dello Stato sul territorio. Troverete da parte mia e del Sindaco la massima disponibilità, perché se siamo qua è davvero per lavorare per la Comunità.

Quindi ci lascia i suoi recapiti?

Certo, vi do il mio numero di telefono, l’email, se necessario io “scapperò qua”... Insomma quello che è necessario lo farò, non mi risparmierò.

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