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Consiglio comunale per Librino, lettera aperta del segretario PD Spataro

martedì 10 novembre 2009

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"La convocazione straordinaria del consiglio comunale ottenuta su richiesta del gruppo consiliare del partito democratrico può rappresentare un momento importante per rilanciare il dibattito su Librino. Noi chiediamo un impegno forte del consiglio comunale nei confronti del quartiere di Librino, e più in generale nei confronti delle nostre periferie urbane da troppo tempo lasciate in abbandono e dove purtroppo proliferano fenomeni di esclusione sociale, di incuria e di abbandono che la politica, quella con la "P" maiuscola non può in alcun modo permettere.

Come Partito Democratico intendiamo dare a questa vicenda la massima rilevanza e fare in modo che non solo nel consiglio comunale, ma complessivamente nel dibattito pubblico della città si dia massima attenzione a questo problema. Con questa lettera, infatti, ci rivolgiamo a tutto il consiglio comunale e a tutte le forze politiche e sociali di questa città, siano esse rappresentate o meno nell’assemblea cittadina.

Quando Librino nacque fu pensato come nuovo motore di crescita urbana, negli anni si è trasformato, invece, in metafora di degrado, incuria, abbandono. Librino è demograficamente il quartiere più giovane di Catania, il 55% dei suo abitanti ha meno di 33 anni, questo significa che in questo quartiere si gioca una parte rilevante del futuro di Catania. Solo se Librino diventerà, da luogo di esclusione sociale e di degrado, spazio di socialità, di crescita civile e di inclusione, Catania potrà tornare ad essere una città che cresce, che si sviluppa e che da opportunità ai propri cittadini.

Il Governo Prodi aveva varato per Librino la Zona Franca Urbana e adesso dopo tanti ritardi finalmente questo obiettivo sembra raggiunto. Si tratta di una misura di grande rilevanza sociale ed economica che può servire a rendere più attrattivo e dinamico il quartiere, ma tutti noi abbiamo la consapevolezza che gli incentivi e le defiscalizzazioni rischiano di essere inutili se le istituzioni di questa città non mettono al primo posto dell’agenda politica questa questione e se non contribuiscono a rendere questa parte importante della città una spazio a misura d’uomo, senza che i suoi cittadini si sentano discriminati o peggio ancora si sentano non-cittadini.

Troppe volte la politica tende a rimuovere i problemi più difficili, a non affrontarli, semmai ad affrontarli con retorica e mai con azioni concrete. In questi anni in quel quartiere si è sviluppato un tessuto importante, anche se ancora fragile, di società civile che in collaborazione con le uniche presenza dello stato visibili, cioè le scuole, e le parrocchie provano con fatica a lavorare per rendere migliore Librino. A queste realtà va dato ascolto e va data forza, a differenza di ciò che accaduto in questi anni dove anche presenze importante della società civile che gestivano spazi nel quartiere, penso a Villa Fazio, recentemente teatro di preoccupanti episodi di violenza e degrado, sono state espulse per lasciare spazio al nulla. Riporto le parole dei rappresentanti di alcune associazioni che operano a Librino per farle capire qual’è la triste metafora di questi anni:"Sono bastati 10 anni per chiudere il cerchio e trasformare Villa Fazio da centro sportivo, luogo simbolo di un’infanzia felice, a un rudere vandalizzato, luogo simbolo di un’infanzia violata."

Con questa lettera chiedo ad una compagine amministrativa che in questi anni ha scelto la via dell’incuria di cambiare rotta mettendo in campo azioni concrete che ridiano dignità a quel quartiere e a chi ci vive e, sollecito tutte le forze politiche e sociali della città a riaprire un dibattito in cui ognuno porti il proprio contributo di idee e di progetti. Io credo che Librino possa rappresentare occasione di riscatto per questa città, credo nella forza degli abitanti stessi del quartiere di cambiare le cose, ma so che perchè ciò accada ci vuole una politica che sappia sollecitare gli istinti migliori della cittadinanza."

Luca Spataro Segretario del Partito Democratico della Provincia di Catania




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