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Dati Istat: Aumenta la disoccupazione, specialmente al sud

venerdì 20 marzo 2009, di Massimiliano Nicosia

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La rilevazione condotta dall’ISTAT per il periodo che va dal 29 settembre al 28 dicembre 2008 registra la crisi dell’occupazione in Italia: Cresce del 7,3% il numero delle persone in cerca di occupazione, mentre il tasso di disoccupazione sale, nello stesso periodo dell’anno precedente, dal 6,6% al 7,1%. In totale, gli italiani tra 15 e 64 anni che hanno un lavoro sono il 58,5% con un decremento di 3 decimi di punto.

Il dato peggiore si registra al Sud dove il numero degli occupati cala del 1,9 per cento (circa 126.000 lavoratori in meno). In Sicilia un lieve calo porta il tassi di disoccupazione dal 13,5 al 13,8 per cento.

Il fenomeno registra in modo particolare la crescita dei posti di lavoro occupati da stranieri. Sale infatti l’offerta di lavoro ma cala il numero degli italiani occupano quei posti.

Per quanto riguarda la tipologia di lavoro l’Istat registra un moderato incremento delle posizioni lavorative dipendenti (1,1 per cento, pari a 185.000 unità) contrapposto ad un nuovo significativo calo di quelle indipendenti (-2,7 per cento, pari a -162.000 unità). L’agricoltura registra un’ulteriore diminuzione del numero di occupati (-1,0 per cento, pari a -9.000 unità) concentrata nel Nord-est e nel Mezzogiorno. La riduzione tendenziale dell’occupazione nell’industria in senso stretto (-1,3 per cento, pari a -64.000 unità) riguarda i dipendenti nel Nord-ovest e nel Mezzogiorno e gli autonomi nell’insieme del territorio nazionale. A fronte della crescita nel Nord e nel Centro le costruzioni segnalano nel Mezzogiorno una nuova riduzione sia dei dipendenti (-3,0 per cento, pari a -15.000 unità) sia degli indipendenti (-9,4 per cento, pari a -17.000 unità). Nell’industria 115.000 occupati (53.000 nel quarto trimestre 2007) dichiarano di non avere lavorato, nella settimana di riferimento dell’indagine, o di avere svolto un numero di ore inferiore alla norma perché in Cassa integrazione guadagni. Il terziario segnala un modesto aumento tendenziale dell’occupazione (0,4 per cento, pari a 64.000 unità) a sintesi di un aumento dei dipendenti e di una discesa degli autonomi; entrambi i fenomeni più evidenti nelle regioni settentrionali.

Il numero degli occupati a tempo pieno registra un calo tendenziale dello 0,1 per cento (-19.000 unità). Il risultato è sintesi della crescita dei dipendenti con contratto a tempo indeterminato, in particolare degli stranieri nelle professioni non qualificate e degli italiani con almeno 50 anni di età, e della riduzione dei dipendenti a termine e soprattutto degli autonomi di cittadinanza italiana con un’attività commerciale o artigianale. Dopo la decelerazione del precedente trimestre, il ritmo di crescita degli occupati a tempo parziale segnala un nuovo rallentamento posizionandosi all’1,3 per cento (43.000 unità). L’incremento interessa esclusivamente i dipendenti. Nel complesso, l’incidenza dell’occupazione a orario ridotto si posiziona nel quarto trimestre 2008 al 14,2 per cento, due decimi di punto in più rispetto a un anno prima.

Con riguardo all’occupazione dipendente, nel quarto trimestre 2008 il lavoro a tempo parziale è complessivamente cresciuto su base annua del 2,4 per cento (61.000 unità); l’incremento interessa quasi esclusivamente il part-time di tipo involontario. L’aumento, concentrato nel terziario e nelle regioni del Centro e soprattutto del Nord-est, coinvolge la sola componente femminile. Sempre con riferimento all’occupazione dipendente si registra una riduzione del lavoro a termine (-1,2 per cento, pari a -27.000 unità) che riguarda entrambe le componenti di genere e in misura preponderante il Mezzogiorno. L’incidenza dei lavoratori a tempo determinato sul totale dei dipendenti si porta nel quarto trimestre 2008 al 12,9 per cento, tre decimi di punto in meno rispetto a un anno prima.

La crescita del numero delle persone in cerca di occupazione interessa nella quasi totalità la componente maschile (15,1 per cento, pari a 118.000 unità) e in misura del tutto ridotta quella femminile (0,2 per cento, pari a 2.000 unità). L’allargamento dell’area della disoccupazione riguarda gli uomini ex-occupati non solo, come nel precedente trimestre, nelle regioni settentrionali (+64.000 unità) e centrali (+21.000 unità) ma anche in quelle meridionali (+32.000).

Il tasso di disoccupazione aumenta rispetto a un anno prima di 0,8 punti percentuali per gli uomini mentre scende di 0,1 punti percentuali per le donne, posizionandosi rispettivamente al 6,0 e all’8,6 per cento. Nel Nord l’innalzamento dell’indicatore (dal 3,8 al 4,3 per cento) riguarda sia gli uomini sia le donne; nel Centro il tasso di disoccupazione si porta al 6,3 per cento dal 6,1 per cento di un anno prima, a sintesi di una crescita per la componente maschile e di una stabilità per quella femminile. Nel Mezzogiorno il rapporto tra le persone in cerca di occupazione e le forze di lavoro risulta pari al 12,3 per cento, cinque decimi di punto in più rispetto al quarto trimestre 2007. La crescita riguarda esclusivamente gli uomini. Per gli stranieri il tasso si attesta all’8,8 per cento (6,8 per cento per gli uomini e 11,5 per cento per le donne). Il numero di inattivi in età compresa tra i 15 e i 64 anni scende nel Nord (-0,3 per cento, pari a -14.000 unità) e in misura più evidente nel Centro (-1,5 per cento, pari a -38.000 unità), dove interessa entrambe le componenti di genere. Nel Mezzogiorno il numero degli inattivi aumenta nuovamente (2,3 per cento, pari a 149.000 unità). L’incremento riguarda in buona parte dei casi sia gli uomini sia le donne che non cercano un’occupazione perché pensano di non trovarla ovvero sono in attesa dei risultati di passate azioni di ricerca.




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