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Don Salamone: su Villa Fazio giornalismo demagogico

Il parroco della Risurrezione ripete gli attacchi al nostro giornale e ci "perdona", ma conferma gli incontri sulla masseria

venerdì 11 settembre 2009

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Riceviamo da don Santino Salamone e pubblichiamo

Caro Massimiliano,

sono il tuo parroco don Santino Salamone e mi accorgo con profondo dispiacere che il tuo modo di fare giornalismo è semplicemente demagogia. L’intervista al sottoscritto che la REITV ha trasmesso in questi giorni, riguardava le attività che la parrocchia Resurrezione del Signore ha svolto in questi anni e che continuerà a svolgerà in futuro, mentre Villa Fazio è un problema che può risolvere solo il Comune di Catania, unico titolare dell’immobile.

Il fatto che un parroco partecipi a degli incontri dove si discute la possibilità di migliorare e rendere fruibili gli spazi o i beni di pubblica utilità, non significa automaticamente che ne diventerà il gestore o il responsabile.

Gli incontri di cui tu parli nell’articolo realmente ci sono stati: è vero infatti che ho partecipato a degli incontri dove si è discusso di Villa Fazio, come ho altresì partecipato all’incontro con l’assessore Drago, ma solamente perché da lui invitato e per conoscere concretamente i fatti.

Non corrispondono invece a verità i contenuti dell’articolo, perché io non sono mai stato incaricato né dal comune né da alcuna istituzione pubblica o privata a gestire Villa Fazio. Se altri abbiano ricevuto incarichi, o abbiano sottoscritto convenzioni, questo è un problema loro e non mio.

Durante il commissariamento del Comune di Catania, alcuni parroci siamo stati invitati a partecipare ad una conferenza di servizi indetta dal Commissario, per confrontarci su un possibile recupero della struttura: a questa riunione non c’è stato mai seguito.

Il sottoscritto quindi non solo non ha niente a che spartire con politici e con amministratori di turno, e tanto meno può assumersi responsabilità sul non funzionamento di Villa Fazio, perché ciò dipende esclusivamente da altri.

A ulteriori domande sulle responsabilità del non utilizzo di Villa Fazio, risponderò con le stesse parole dette al conduttore della trasmissione di REITV, dr. Cutuli.

Purtroppo il tuo giornale in passato ha pubblicato altri articoli fondati semplicemente su congetture, determinate da processi alle intenzioni: cosa devo pensare nel caso ti vedessi insieme a dei politici? che tu ti sia fatto strumentalizzare dalle loro promesse o che il tuo giornale sia finanziato da questo o da quel partito?. Il mio giudizio si baserebbe su pura fantasia perché non potrei pensare che dei semplici incontri siano servilismo.

Qualora poi vi fossero le opportunità perché la parrocchia Resurrezione del Signore possa essere interessata assieme ad altri enti nella gestione di Villa Fazio per il bene e lo sviluppo di Librino, il parroco, insieme alla comunità ecclesiale, sarà contentissimo di poter dare il proprio contributo.

Fare giornalismo, caro Massimiliano, significa innanzitutto essere obiettivi, commentare mediante una sana critica i fatti e mai stravolgere le buone intenzioni.

Se nella mia intervista ho detto che un giornale locale ha scritto delle cose non corrispondenti alle mie intenzioni, è la verità: il tuo giornale purtroppo ormai da qualche anno strumentalizza tutto quello che avviene in parrocchia in senso deleterio. Sulla periferica non è apparso mai un articolo che incoraggi la comunità a proseguire il servizio verso i più deboli, che comunque continuerà a svolgere con amore e in comunione con gli insegnamenti di Gesù Cristo.

La mia stima nei tuoi confronti rimane sempre e ti perdono.

Il tuo parroco don Santino Salamone


Avevamo scritto che lei non poteva non conoscere le responsabilità sullo stato di Villa Fazio. Avevamo scritto che lei aveva partecipato a degli incontri sulla gestione di Villa Fazio. Lei stesso adesso, nella risposta inviataci, conferma entrambi i fatti smentendo la sua intervista a Rei Tv nella quale ci accusava di fare disinformazione. Ritenere che un giornale debba tacere i fatti, salvo accusarlo di demagogia e strumentalizzazione, è un atteggiamento proprio di chi, abituato a gestire forme di potere, pretende che tutti, anche coloro che fanno informazione, ne debbano essere asserviti e tacere o al massimo cantarne le lodi.
Non corrisponde invece al vero l’accusa di non raccontare i fatti che accadono nella sua parrocchia. Li abbiamo raccontati, come del resto facciamo per tutti i fatti interessanti di cui abbiano notizia, anche nell’ultimo numero de La Periferica andato in stampa (articolo a pagina 2 sulla mensa parrocchiale). Lo abbiamo fatto seppure, dalla stessa email che lei ha utilizzato per accusarci di demagogia, non è mai arrivata alcuna sua segnalazione al nostro giornale di eventi da seguire nella parrocchia da lei gestita. Per il futuro potrà utilizzare la nostra email anche per questo scopo.
Accolgo volentieri il suo gesto di perdono, non perchè penso che raccontare dei fatti sia da considerare un delitto (semmai lo è tacerli), ma perchè il perdono, quando non è demagogico, è sempre un nobile gesto. Mi chiedo se gli abitanti di Librino debbano e vogliano perdonare coloro i quali, attraverso le loro azioni, i loro silenzi e le loro omissioni, abbiano contribuito al degrado di Villa Fazio.

Massimiliano Nicosia


Vedi anche Villa Fazio e le dimenticanze di don Santino Salamone

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