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La compagnia amatoriale “Resurrezione” ha messo in scena il musical sul poverello di Assisi

Forza Venite Gente... a Librino

giovedì 8 novembre 2007

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Chi non ha mai sentito parlare di quel Giovanni chiamato Francesco figlio di Pietro Bernardone di Assisi? Sono proprio i momenti più importanti della vita del santo, ad essere contenuti nel musical “Forza venite gente“. A rappresentarli e a farli rivivere al pubblico presente è stata la compagnia amatoriale “Resurrezione” giorno 6 ottobre nel piazzale antistante la parrocchia “Resurrezione del Signore” a Librino. Francesco era un ragazzo di famiglia benestante che viveva tra gli agi grazie all’attività commerciale del padre (mercante di stoffe). Ancora ventenne, partecipa alla guerra tra Perugia e Assisi, viene fatto prigioniero e rimane in carcere per oltre un anno, dove si ammala. Viene liberato grazie al pagamento di un riscatto da parte del padre. La malattia e la prigionia mettono in crisi le sue certezze; inizia così per lui una nuova vita , si ritira spesso in luoghi solitari per pregare e si dedica alla cura dei lebbrosi. Un giorno, mentre pregava nella chiesa di San Damiano, racconta di aver sentito parlare il Crocifisso, che per tre volte gli dice: «Francesco, va’ e ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina». Dopo quell’episodio, le "stranezze" del giovane si fanno ancora più frequenti: si denuda di tutto davanti al vescovo e ai suoi concittadini rinunciando ai beni paterni e definitivamente si converte al modello di vita evangelico secondo le istruzioni impartite da Cristo agli Apostoli. I primi anni della conversione sono caratterizzati dalla preghiera, dal servizio ai lebbrosi, dal lavoro manuale e dall’elemosina: Francesco sente fermamente di dover portare la Parola di Dio per le strade del mondo. Inizia così la sua predicazione, dapprima nei dintorni di Assisi e poi in giro per l’Italia, insieme ai suoi compagni, che man mano si uniscono a lui. Con 12 di loro si reca dal papa Innocenzo III per ottenere l’autorizzazione alla regola di vita, il papa concede la sua approvazione orale. Questo nuovo stile di vita attira anche le donne: la prima tra le quali Chiara, figlia di un nobile di Assisi. Francesco l’accoglie consegnandole l’abito religioso. In un primo momento Chiara è ospitata in un monastero benedettino ma in seguito, quando altre ragazze fra cui sua sorella Agnese, seguono il suo esempio, si stabiliscono nella chiesetta di San Damiano. Francesco si imbarca per l’ Egitto e la Palestina in occasione della quinta crociata con l’intento di voler portare un messaggio cristiano di pace incontrandosi anche con i musulmani. Durante questo viaggio incontra il sultano per poter mettere fine alle guerra con i cristiani; Non riesce ad ottenere ciò che voleva ma suscita profonda ammirazione nel sultano che lo vede come un sant’uomo e lo tratta con rispetto lasciandolo tornare incolume in Patria. Durante la notte di Natale del 1223, a Greccio, piccolo comune in provincia di Rieti, Francesco rievoca la nascita di Gesù, facendo una rappresentazione vivente di quell’evento: da questo episodio ebbe origine la tradizione del presepe. Due anni prima della morte, mentre si trova a pregare sul monte della Verna, ha una visione, al termine della quale riceve le stigmate. Dopo varie sofferenze dovute alle malattie che lo colpiscono, muore nel 1226 alla Porziuncola. L’ alternarsi di dialoghi, tra Bernardone (Edoardo Brancato) e la cenciosa (Gabriella Aiello) e dei testi musicali, mettono in risalto tra le altre cose il rapporto conflittuale tra il padre e Francesco (Giacomo Buccheri). L’atteggiamento di un padre che non comprende e non condivide la scelta di vita del proprio figlio che non rispetta i progetti che sin da piccolo il padre ha fatto per lui, il coraggio di Francesco di andare contro tutto e tutti, consapevole di eseguire ciò che Dio lo chiama a fare e ad essere. Attraverso alcune scene “chiave” del musical è possibile comprendere lo spessore della vita del santo di Assisi. Il suo rapporto fraterno con Chiara (Vanessa Aiello) e la consapevolezza della difficile scelta di vita che hanno fatto. Imponente la figura di madonna Povertà (Antonella Corrazzini) come era solito chiamarla Francesco. Suggestivo infine il rapporto tra Francesco e sorella Morte (Alessandra Rocca), quella morte che tanto contemplava e nella quale Francesco scorgeva la beatitudine di chi finisce nella volontà di Dio.




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