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Il CIPE rallenta lo sviluppo di Librino

Nessuna novità sull’attivazione della Zona Franca Urbana

venerdì 20 febbraio 2009, di Leandro Perrotta

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Una cattiva notizia per chi vuole fare impresa a Librino: l’attivazione della ZFU ( Zona Franca Urbana, facente parte di 22 aree urbane che soffrono condizioni di disagio socioeconomico individuate su tutto il territorio nazionale alle quali, secondo una norma apposita inserita nella legge finanziaria 2007, saranno applicate agevolazioni fiscali per fare impresa) è rinviata. Il CIPE, Comitato Interministeriale di Programmazione Economica, rimanda a data da destinarsi l’attivazione di questo dispositivo di sgravi fiscali per le piccole imprese di cui ormai da un paio d’anni si parla con molta speranza. E invece si dovrà aspettare ancora, forse entro febbraio il Comitato si riunirà per decidere dell’attivazione dei tanto attesi sgravi. Aspettiamo fiduciosi? Beh, mica tanto, sembra che il CIPE non voglia molto bene a Librino: pochi mesi fa ha stornato i 140 milioni di euro destinati a importanti infrastrutture da realizzare a Catania per consentire all’amministrazione comunale di “rattoppare” in parte il buco di bilancio comunale, che si aggira intorno al miliardo di euro. Andando a rileggere bene l’elenco delle infrastrutture cui erano destinati quei soldi troviamo, tra le tante: strade, metanizzazione, opere fognarie, riqualificazione di parchi cittadini, tra cui la Villa Bellini, e infine quei soldi dovevano essere destinati alla costruzione di nuove scuole: la scuola elementare in viale Castagnola, la scuola materna Bummacaro, la scuola elementare e media in viale Moncada, la scuola in viale Grimaldi (da completare). Anche il completamento di queste opere, come l’avvio della ZFU, è rallentato da fattori esterni al quartiere, in questo caso la fine della crisi finanziaria del Comune di Catania che “ha l’obbligo e l’onere di recuperare le somme utilizzate per altri capitoli e procedere entro un certo numero di anni ad effettuare le infrastrutture deliberate dal Cipe”. Per la ZFU invece basterebbe solo la buona volontà del Governo nazionale che però negli ultimi tempi non sembra propenso ad allargare i cordoni della borsa per il sud. Ma in concreto quali sono i vantaggi che porterà la “ZFU Librino”?

Verrà garantita una condizione di fiscalità di vantaggio attraverso un mix di agevolazioni alle imprese. La normativa prevede l’esenzione totale delle imposte sui redditi: totale per i primi 5 anni, del 60% nei seguenti 5, del 40% per l’11° e il 12° anno e del 20% fino al 14° anno; l’esenzione dell’Irap per 5 anni; esenzione dell’Ici a dal 2008 al 2012 per gli immobili di impresa siti nella zona; esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Le tipologie di imprese beneficiarie sono le “piccole” (fino a 50 persone o con meno di 10 milioni di euro di fatturato) e le “micro” (meno di 10 occupati con non più di 2 milioni di fatturato). Possono accedere alle agevolazioni anche le piccole e micro imprese che hanno avviato la propria attività in una Zfu prima del 1 gennaio 2008.

Si tratta quindi di un’ottima occasione di sviluppo, e in Sicilia la “gara” fra varie aree per l’inserimento in questo meccanismo di fiscalità non è stata certo facile, anche perché secondo la normativa in ogni regione non possono esserci più di tre ZFU. Nello specifico oltre a Librino sono state individuate le città di Gela ed Erice. L’individuazione di Librino costituisce quindi una vittoria a metà per il quartiere e per i vari soggetti promotori della sua attivazione, in primis la CGIL Librino che ha avviato il dibattito sulle opportunità di sviluppo globale per il quartiere consentito dalla ZFU nell’ormai lontano 2007.


vedi anche Catania sarà zona franca urbana

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