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“Io non voto ma ricerco” - Giornata del ricercatore precario Cittadella Universitaria

giovedì 23 aprile 2009

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Riceviamo e pubblichiamo:

Mentre l’Ateneo catanese è impegnato nella consultazione per l’elezione del rettore, noi ricercatori precari dedichiamo una giornata all’indagine sulla condizione della ricerca precaria all’interno di questo ateneo e chiamiamo docenti, istituzioni e cittadini all’assunzione di responsabilità per un’università migliore. Ma poiché riteniamo che i problemi dell’Università pongano questioni che attengono direttamente alla qualità della vita democratica nel nostro Paese, non vogliamo limitarci a rivendicare migliori condizioni di lavoro per noi ricercatori precari ma, a partire dai nostri problemi, vogliamo avviare una riflessione sulla funzione democratica dell’istruzione e della ricerca universitarie. Per questo abbiamo “chiamato alla responsabilità” alcuni docenti del nostro ateneo, chiedendogli di dialogare con noi ad una tavola rotonda su “Università e democrazia”, che si svolgerà a partire dalle 16.30 presso il “Medialab” della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere in Piazza Dante n. 13 di fronte Ex monastero dei Benedettini. Parteciperanno Prof. Maurizio Caserta (Economia), Prof. Luciano Granozzi (Lettere), Prof. Vincenzo Cucinotta (Chimica) Prof. Francesco Priolo ( Fisica). La “Giornata” prevede il 27 mattina presso l’edificio Polifunzionale (Cittadella) la presentazione e la distribuzione del questionario “Indagine sul lavoro atipico nell’Università di Catania”, allo scopo di “fotografare” le condizioni e le caratteristiche della “ricerca precaria” all’interno del nostro Ateneo.

I recenti provvedimenti legislativi, improntati soltanto all’indiscriminata riduzione del finanziamento pubblico all’università, determineranno nei prossimi anni pesanti conseguenze sulla complessiva qualità del sistema della ricerca e della formazione universitaria di questo Paese. Tali interventi legislativi non esprimono alcun disegno di rilancio e miglioramento, ma piuttosto, risultano essere una tappa di un processo di progressivo smantellamento dell’Università pubblica. Essi sono stati supportati, inoltre, da un violento, quanto ipocrita, attacco mediatico all’università pubblica, dipinta come un indistinto rifugio di “baroni” nepotisti e “fannulloni”. Noi siamo consapevoli dei difetti e delle storture dell’attuale organizzazione del sistema universitario ma riteniamo che l’università pubblica sia un’istituzione democratica utile e preziosa. Siamo anche consapevoli del fatto che una parte importante dell’attività didattica e scientifica nelle nostre università è oggi possibile grazie all’impegno di tanti giovani studiosi che quotidianamente svolgono un lavoro di elevata qualità, con scarsi riconoscimenti e in condizioni di precarietà e incertezza del futuro. Questi giovani, sono la categoria più colpita dai provvedimenti sull’università. Il taglio indiscriminato di risorse non premia il merito né sanziona il demerito, ma priva i giovani ricercatori e l’università tutta dell’opportunità di un futuro. Per questo in concomitanza con l’inizio delle consultazioni per l’elezione del rettore, abbiamo indetto “IO NON VOTO MA RICERCO - Giornata del ricercatore precario”, per porre l’attenzione, nel momento in cui si rinnova il vertice istituzionale di questo ateneo, sulla condizione della “ricerca precaria” ma soprattutto sul rilancio della formazione e della ricerca universitaria come le questioni prioritarie con le quali gli organi di governo dell’ateneo dovranno misurarsi. Per costruire un’Università migliore e possibile.

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