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L’Assessore allo sport Vaccaro promette la riapertura entro dicembre

La PGS Risurrezione sollecita la riapertura del Palanitta

Don Salamone: «Il quartiere ha bisogno della Casa dello Sport»

sabato 3 settembre 2011

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Riapriremo il Palanitta»: più che una promessa è un impegno quello dell’assessore comunale allo Sport Ottavio Vaccaro che - questa mattina davanti al PalaNitta di Librino - ha voluto rassicurare di persona gli atleti dell’Associazione sportiva “Pgs Risurrezione Pallamano” e i giovani della parrocchia “Resurrezione del Signore” di Don Santino Salamone, riuniti davanti all’impianto sportivo con striscioni e magliette che parlavano chiaro: “Ridateci il PalaNitta, una chiave per entrare nel cuore di Librino”. «È stato firmato l’ordine di servizio - ha continuato Vaccaro - già da lunedì avvieremo i lavori di sopralluogo tecnico per i primi interventi sugli impianti elettrici, i servizi igienici e la pavimentazione, che consentiranno entro fine anno di usufruire nuovamente dei locali. Sarà un lavoro sinergico con l’assessorato ai Lavori pubblici, che ci vedrà impegnati per accelerare l’iter e avviare il bando per la gestione. Siamo tutti concordi nel voler restituire la “Casa dello Sport” a Librino».

Una notizia attesa dai giocatori e dall’Associazione sportiva “PGS Risurrezione” presieduta da Riccardo Tomasello, che da oltre due anni - da quando cioè il PalaNitta è stato dichiarato inagibile - portano avanti il loro sogno con grandi sacrifici: allenamenti nel boschetto del quartiere o per strada, partite fuori casa ad Acireale, trasferte in tutta la Sicilia. Per un costo complessivo che si aggira intorno ai 10mila euro, fino ad ora interamente sostenuto da loro. «Vogliamo tenere alto il nome della squadra - commentano Marco e Luca, circondati dai sostenitori - ma per affrontare l’imminente stagione 2011/2012 di serie B abbiamo bisogno di questa struttura per allenarci e giocare. Sarebbe un sogno anche per i bambini di Librino, affascinati da questa disciplina, e desiderosi di frequentare una scuola per imparare». «Per gli oltre 70mila abitanti del quartiere - ha spiegato Don Salamone - il PalaNitta è più di un semplice palazzetto dello sport: è una spinta sociale, un motivo di incontro, di crescita, è un allontanamento dai pericoli della strada. Siamo stanchi dei proclami: vogliamo meno chiacchiere e più punti di riferimento».

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Da sinistra: Don Salamone, l’assessore Vaccaro, il presidente della PGS Tomasello, il presidente Commissione sport Consiglio comunale Messina

Fino a qualche mese fa rifugio per oltre 100 clandestini provenienti da Lampedusa, il PalaNitta porta ancora i segni di questo passaggio: decine di brande e materassi, pavimenti mal ridotti e vetri infranti, che presto potrebbero lasciare il posto alle panchine con riserve e coach, in un quadro generale che, nonostante tutto, è incoraggiante, come ha spiegato Riccardo Tomasello: «Oggi siamo qui per avviare un percorso di collaborazione con l’Amministrazione comunale, siamo disposti a seguire l’iter burocratico previsto e a partecipare alle spese di gestione per il regolare funzionamento del palazzetto. L’intesa con le Istituzioni è un connubio indispensabile, che rafforza il nostro impegno nel quartiere e nella parrocchia. Non si parla semplicemente di preparazione atletica e di partite, ma della possibilità che si darebbe a tutto il quartiere di svolgere attività sociali, culturali e sportive, che diano forza e speranza a tutti». Un riscatto anche per la città di Catania «che per vent’anni ha tenuto in scarsa considerazione il settore sportivo e trascurato strutture che ci invidiano in tutta Italia - ha commentato Manlio Messina, presidente Commissione sport Consiglio comunale - è quindi nostro dovere riaprire la strada allo sport e agevolare le società e le associazioni che credono fortemente in questo settore».




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