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Mi ha conquistato la semplicità dei bambini

Cristina, un anno di servizio e una tesi di laurea su Librino

giovedì 12 agosto 2010, di Giovanni Giuffrida

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La bellezza delle cose semplici, è questo che Cristina Ferlito ha riscoperto dopo un anno di servizio civile a Librino presso il centro Talita Kum di viale Moncada. Questa esperienza, per lei così significativa, le è stata d’ispirazione anche per la stesura della sua tesi di laurea, in filologia moderna all’Università degli studi di Catania, dal titolo “Marginalità minorile nell’area catanese Librino”.

Cristina cosa ti ha spinto a svolgere servizio civile a Librino? Avevo desiderio di fare un esperienza con i minori; l’idea di fare servizio in un quartiere disagiato non mi ha spaventato ed ho fatto la richiesta. Al mio arrivo a Librino non conoscevo nulla di quella realtà e per me è stata una scoperta quotidiana, soprattutto all’inizio dove ho vissuto i momenti più forti. Non ti nascondo che all’inizio c’era un po’ di paura ma, dopo il primo pomeriggio trascorso con i ragazzi,tutto è scomparso e mi sono subito sentita accolta da loro e dalle famiglie.

C’è qualcosa che ti ha colpito maggiormente? Mi ha conquistato la semplicità dei bambini; io e le altre ragazze pensavamo di andare li e fare non so che cosa ed invece sono stati loro a coinvolgerci e a stupirci ogni giorno.

Cosa ti ha lasciato questa esperienza? Sicuramente mi ha permesso di conoscere una realtà che dall’esterno può sembrare chiusa, diversa da quella ritenuta “normale”. Questi ragazzi riescono a trasmetterti e a donarti tanto senza nemmeno accorgersene.

Di cosa parla la tua tesi, è un racconto della tua esperienza di servizio o cerca di dare delle possibili soluzioni per il quartiere? Con questa tesi ho voluto solo dimostrare come, dalla semplicità, si possono tirar fuori dei grossi risultati che possono poi essere da stimolo per dei cambiamenti più grandi a patto che ci sia la volontà di portarle avanti.

Molti pensano che a librino le cose non cambieranno mai… Forse a qualcuno fa comodo che le cose rimangano in questo modo. Gli abitanti del quartiere hanno voglia di cambiamento ma da soli non possono farcela, occorre un aiuto dall’esterno a partire da chi amministra la città. Occorre iniziare dai piccoli risultati che in questi anni si sono avuti e da li puntare in alto.

Un esempio di questi semplici risultati? In seduta di laurea mi hanno chiesto per esempio se non ritenessi inutile l’esperienza che Antonio Presti ha svolto e svolge a Librino. Io ho risposto fermamente di no infatti, stando a contatto con i bambini, ho potuto constatare come queste attività fossero da loro apprezzate perché gli davano modo di fare qualcosa per gli altri e per il loro quartiere. La porta della Bellezza per esempio è un qualcosa che loro possono vedere ogni giorno ed è un simbolo, per chi viene dall’esterno, delle loro capacità.

Se ti chiedessero le tue proposte per migliorare Librino, tu da dove cominceresti? Direi semplicemente di dare ascolto agli abitanti del quartiere in modo sincero e leale: solo ascoltando le loro esigenze e proposte potrà iniziare un vero cambiamento rendendoli così partecipi e protagonisti del loro futuro.




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