Settimanale di informazione sulla periferia di Catania
Librino Pigno San Giorgio Villaggio Sant'Agata Zia Lisa ...e dintorni
cronaca quartieri archivio la città dalla stampa libera avvisi&annunci lavori in corso chi siamo collegati collabora pubblicità

PDCI ancora su Acque di Casalotto: sindaco assente cade sempre più dalle nuvole

mercoledì 6 maggio 2009

Vota quest'articolo
voti:0

  • Digg
  • Del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • Technorati
  • Live
  • Scoopeo
  • Wikio
  • Furl
  • Blogmarks
  • Reddit
  • Mister wong

“Come al solito, abbiamo sollevato il caso più di tre mesi fa chiedendo spiegazioni al comune: oggi finalmente il senatore avvocato pare abbia dato mandato al legale per vedere cosa si può fare”. Lo ha detto Orazio Licandro, responsabile nazionale Organizzazione dei Comunisti italiani, commentando l’annuncio dato dal sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, sulla revoca della transazione con la società Acque di Casalatto (raggiunta dall’ex commissario straordinario del comune, Vincenzo Emanuele), debitrice nei confronti del comune per 10 milioni di euro.

“Questo – ha aggiunto il numero due del Pdci - è il problema del senatore Stancanelli: sta troppo fuori e non si accorge di quello che accade a Catania, come nel caso dei premi ai dirigenti. Quest’uomo cade sempre dalle nuvole. Il bello è che aveva intenzione di chiamare tra i saggi che avrebbero dovuto far luce su 9 anni di torbide vicende uno che si sta rivelando un altro protagonista di vicende poco chiare, e cioè l’ex commissario Emanuele che si è distinto per la chiusura dell’accordo con i privati sul corso Martiri della libertà e ora ricompare in questa vicenda. Vedremo se ci saranno i margini per recuperare questi 10 milioni, che sono un credito del comune e non un regalo di Berlusconi, e vedremo se si agirà contro i responsabili di questa ennesima pessima storia”. Licandro quindi conclude: “Da cittadini, di fronte a quella formidabile campagna mediatica sul rinnovamento di Confindustria, pensiamo che il proprietario della società Acque di Casalotto, appunto numero uno di Confindustria a Catania, dovrebbe per lo meno dimettersi”.




I più letti

SetteGiorni