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Periferia usata ad arte

Il Presidente della Provincia Castiglione torna sui suoi passi. L’istituto d’arte non si sposterà a Librino ma in viale Vittorio Veneto

martedì 6 ottobre 2009, di Massimiliano Nicosia

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Luglio. All’improvviso ci si accorge che l’istituto d’arte è inagibile. Panico alla Provincia ma Castiglione ha la soluzione: spostiamolo a Librino e riqualifichiamo il quartiere. Ottobre. Iniziano le lezioni in viale Vittorio Veneto. E gli ottantamila abitanti di Librino? Loro possono attendere.


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La vicenda dell’Istituto d’arte da il senso della scarsa attenzione e del poco rispetto che i nostri politici locali riservano agli ottantamila elettori che abitano la periferia sud di Catania i quali hanno dalla loro la colpa di eleggerli senza pretendere il rispetto degli impegni verso il territorio propagandati in periodo elettorale accontentandosi spesso del piccolo ed egoistico “favore” svenduto apparentemente in cambio del voto ma in realtà mercificato con i più elementari e sacrosanti diritti. Avviene così che il presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione, può permettersi il lusso di annunciare ufficialmente di voler “riqualificare Librino” spostando qui la sede dell’Istituto d’arte e dopo pochi giorni rimangiarsi tutto scordandosi del suo proposito di riqualificazione.

Ma andiamo con ordine.

La periferia sud di Catania abbraccia dagli ottanta ai centomila abitanti in un territorio senza alcun istituto di istruzione superiore. A giugno del 2007 un decreto assessoriale della Regione Sicilia stabilisce che, a partire dal successivo anno scolastico, avrebbero dovuto istituirsi a Librino, ben 5 indirizzi di scuola media superiore nella sede dismessa dell’istituto Brancati: liceo scientifico, professionale per i servizi sociali, tecnico commerciale, tecnico per attività sociali, e tecnico industriale.

Nel gennaio successivo nel primo incontro tecnico tra l’assessore provinciale alle politiche scolastiche Margherita Ferro, siamo sotto la giunta regionale Lombardo, e i presidi di Librino viene ribadito che la scuola superiore aprirà ad ottobre e che addirittura entro la fine del mese si conoscerà il numero complessivo degli studenti. L’assessore Ferro aggiunge che Librino ha tutta l’attenzione della Provincia, che ha la competenza per l’edilizia scolastica superiore.

Nonostante tutta l’attenzione della provincia e contrariamente a quanto stabilito dal decreto regionale, a ottobre del 2008 la campanella della scuola superiore non suona a Librino.

A novembre dello stesso anno però il sindaco di Catania Stancanelli in seguito ad una riunione congiunta con il presidente della Provincia Castiglione, alla presidente della IX municipalità e perfino insieme a don Piero Sapienza in rappresentanza dei parroci della zona, rassicura i residenti della periferia con un comunicato stampa che annuncia deciso: «la scuola media a Librino diventa realtà».

La soluzione individuata consiste nella cessione in comodato d’uso gratuito, dal Comune alla Provincia, del vecchio edificio dell’istituto Comprensivo Brancati da destinare alla nuova scuola superiore, una sede associata dell’istituto Lucia Mangano.

La Provincia, dal canto suo, si assumerà l’onere della ristrutturazione dell’immobile, stimato in circa duecento mila euro. Aria di festa nelle istituzioni, i rappresentanti gongolano. Per Stancanelli la soluzione è una «risposta concreta airagazzi di Librino costretti a spostarsi per raggiungere la Lucia Mangano». Castiglione rilancia annunciando addirittura la realizzazione di un nuovo plesso entro 2 anni. La presidente della Municipalità Loredana Gioia, plaude al «traguardo importante per la crescita di Librino».

Di cantieri e muratori all’ex-Brancati, da allora, non se ne sono visti, e infatti si è deciso di “tamponare” ospitando 3 classi della Lucia Mangano presso la sede della Municipalità, ma quest’estate un improvviso evento sembra far prendere alla vicenda una piega inaspettata.

L’ex convento dei gesuiti, storica sede dell’istituto d’arte sita in via Crociferi, è dichiarato inagibile a pochi mesi dall’inizio delle lezioni. Il presidente Castiglione non si lascia cogliere impreparato e il 18 settembre annuncia di aver individuato la nuova sede dell’istituto d’arte proprio nei locali dell’ex Brancati, dietro nuova proposta del Comune che evidentemente non vede l’ora di “affidare” la struttura alla Provincia, e si dichiara fermamente convinto che questa scelta porterà un contributo notevole per la crescita sociale e culturale della zona: «L’istituto d’Arte infatti potrebbe rappresentare il simbolo di una città che vuole riscattare le sue periferie».

Ma la soluzione era evidentemente rabberciata all’ultimo minuto poichè non sembrava tenere conto delle condizioni di degrado in cui versano alcune ale della struttura, della assoluta mancanza dei laboratori, fondamentali per l’istituto d’arte, e soprattutto delle enormi difficoltà di spostamento per l’utenza, proveniente per lo più dai paesini pedemontani.

Se a tutto questo aggiungete una buona dose di pregiudizi verso Librino che certo non aiuta in una operazione di “spostamento coatto”, capirete le ragioni degli studenti e genitori inferociti che in pochi mesi hanno fatto fare retromarcia a Castiglione facendogli immediatamente dimenticare i buoni propositi di riqualificazione di Librino. La nuova sede dell’istituto d’arte è stata individuata nell’ex sede del Provveditorato agli studi in viale Vittorio Veneto, sede per la quale la Provincia sborserà ad un privato un affitto mensile. Il nostro quartiere, ancora una volta, è stato usato da coloro i quali hanno pensato di vendere come opera di riqualificazione sociale quella che in realtà era una operazione di comodo in una situazione di emergenza mal gestita. Doppiamente beffato il quartiere che, attendendo da anni una scuola superiore è stato illuso per qualche settimana per poi essere nuovamente dimenticato. Non una sola voce dal mondo politico, culturale, dalla stampa, si è successivamente levata per richiedere comunque l’istituzione di una (vera) scuola superiore per Librino.

Rimane però una grande lezione per questo quartiere. Quello dei genitori e degli studenti che hanno vinto la loro lotta contro un’amministrazione disattenta verso i loro interessi. Ci auguriamo di vedere insorgere presto anche i genitori e gli studenti di Librino.

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