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“Quelli che il Librino…”

sabato 9 maggio 2009, di Giovanni Giuffrida

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Sono molteplici le facce degli abitanti di Librino: c’è chi ci lavora ogni giorno, chi lo attraversa di fretta guardando distrattamente fuori dal finestrino, altri ci ritornano la sera soltanto per dormire, in pochi però lo vivono veramente. Di questo non c’è nemmeno da meravigliarsi visto la carenza in termini di servizi e strutture ricreative offerte ai suoi abitanti; sicuramente non viene in loro aiuto il fatto che il quartiere sia conosciuto “dalla città” soltanto per le cose negative che vi accadono. D’altronde quest’ultime avvengono anche in altre zone di Catania, solo che a librino vengono evidenziati maggiormente dagli organi d’informazione locale. In molti, proprio per questo, preferiscono non specificare dove abitano, per il timore di essere etichettati già al primo impatto, quasi fosse una vergogna vivere in periferia.

Ci sono poi quelli che a librino ci vivono e sono fieri di dirlo senza alcuna paura, anche se per il momento soltanto all’interno di un social network. Sono infatti più di duecentosessanta gli iscritti che fanno parte del gruppo su facebook “Quelli che il Librino…” fondato nel febbraio di quest’anno. La fondatrice, Ketty Urso, è una ragazza che vive a librino che ha deciso, un giorno, di provare a mettere insieme gli abitanti del quartiere che navigano su internet e vedere come avrebbero risposto alla sua proposta.

Ha iniziato il tutto dicendo: “A tutti quelli che il Librino lo abitano; a tutti quelli che il Librino lo vivono, lo conoscono, lo accettano, lo rispettano; a tutti quelli che non lo ghettizzano; a tutti quelli che sanno andare oltre i falsi stereotipi; a tutti quelli che sanno che aldilà dei grandi palazzoni ci sta pure la brava gente; a tutti quelli che sanno dove si trova Piazza dell’Elefante, il PalaNitta e pure il palazzo di cemento; a tutti quelli che sanno fare di una chiesa o di un centro sociale un’occasione in più per gridare quanto è grande la voglia di riscatto e di dire: a CATANIA abitiamo pure noi... Noi, la brava gente di Librino... Ragazzi scrivete ognuno il vostro pensiero e facciamo conoscere il nostro quartiere al Mondo”.

Le risposte non si sono fatte attendere, sorprendendo anche l’ideatrice: << Non Credevo – dice Ketty - che in cosi tanti avrebbero richiesto di far parte di questo gruppo. Ho cominciato quasi per gioco con l’idea di far conoscere il lati positivi del quartiere ed ora mi ritrovo con tante persone che mi chiedono come si possono rendere utili. Questo – continua Ketty - mi ha fatto comprendere come la gente abbia voglia di riscatto, rendendosi disponibili per togliere da librino la fama di quartiere ghetto. >>

Osservando le pagine del gruppo “Quelli che il librino..” notiamo che non si limita soltanto a raccogliere gli abitanti di librino ma ha cominciato a fare rete nella rete, diffondendo le notizie, gli eventi e le manifestazioni che riguardano il quartiere: << Ho pensato – afferma Ketty - di utilizzare questo strumento per diffondere quante più informazioni possibili che riguardano il quartiere. Vorrei fungere da tramite per far conoscere il mio quartiere al di fuori dei falsi stereotipi che si vengono a creare. L’immagine di librino non può essere il palazzo di cemento, non vogliamo certo tapparci gli occhi ma rendere consapevole che c’è dell’altro: lo sforzo delle persone e delle varie realtà di volontariato per far emergere il meglio dal quartiere>>.




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