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Teatro di viale Moncada: tra dramma e commedia

mercoledì 7 novembre 2007, di Massimiliano Nicosia

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In viale Moncada c’è il dramma: quello di alcune famiglie abbandonate in palazzoni senza luce dove a volte quando piove gli appartamenti si allagano, c’è il dramma del reclutamento mafioso dei giovani soprattutto attraverso l’attività di spaccio di stupefacenti. E c’è la commedia: la commedia di un teatro avveniristico completato ma mai ufficialmente aperto perché continuamente vandalizzato o forse per mancanza di un progetto solido. L’ultimo atto di questa commedia avviene nel novembre del 2005 quando l’On. Buttiglione, allora Ministro dei Beni Culturali in visita a Catania, viene invitato a constatare le condizioni del teatro di viale Moncada. In quell’occasione il Comune presenta un documento che indica lo stato dei lavori: attraverso un mutuo di 2.500.000 euro, l’amministrazione si impegnava a completare i lavori entro giugno del 2006. Sono passati ben due anni dalla visita dell’ex-Ministro e più di un anno dall’ipotetica data di fine dei lavori, ma il teatro non è stato ancora consegnato al quartiere e al momento non esiste neppure una data ufficiale di consegna. Quello che è dato sapere è che il teatro (ora ribattezzato centro polifunzionale) aprirà presto. Il timore è che, oltre a mancare una data ufficiale, manchi anche un progetto preciso legato all’apertura del teatro. Allo stato attuale infatti di programmazione teatrale neanche se ne parla. Non solo perché il teatro manca ancora delle attrezzature necessarie ad una qualsiasi rappresentazione, non solo perché nessuna compagnia è stata individuata, non solo perché non ci sono i fondi per finanziare un’attività di questo genere, ma probabilmente anche perché ai più pare impossibile realizzare, almeno nell’immediato, una programmazione teatrale in quel teatro con le attuali condizioni di degrado che vi ruotano attorno. L’idea allora è quella di “ripiegare” utilizzando la legge 285 e 328 per il recupero di minori a rischio assegnando le botteghe e i locali attigui e interni al teatro alle associazioni presenti nel quartiere per uno o due anni. Poi si vedrà.... Anche queste associazioni però al momento per lo più non sono state individuate. La sensazione allora è che nonostante la buona volontà dei soggetti coinvolti (Marco Vinci e Guglielmo Ferro in primis), quella che attende il quartiere è un’ennesima falsa partenza. Quello che manca è una classe dirigente politica capace di progettare, di volare alto, di costruire relazioni costruttive e durature con il territorio. A queste capacità si è preferita e si continua a preferire troppo spesso la politica degli “annunci”. È il caso del centro sportivo villa Fazio, che Marco Vinci cita nella sua lettera aperta da noi prubblicata. Una struttura importante per il territorio che in passato, sotto la gestione della Uisp e di padre Giuseppe Coniglione, ha inciso nelle giovani generazioni di Librino con numerose attività ma che ormai da diversi anni appare completamente abbandonata e devastata ma soprattutto priva di un progetto. Di chi sono le responsabilità? Si potrebbe presumere, come presume Marco Vinci, che queste siano anche degli abitanti di Librino che nel tempo hanno abbandonato la struttura a se stessa rinunciando ad una loro funzione di “custodi”. È una interpretazione dei fatti che spesso appartiene a chi guarda al territorio dall’esterno, talvolta condizionato dall’immagine negativa che alcuni giornali e televisioni locali forniscono dello stesso. La storia del territorio però fondamentalmente smentisce queste responsabilità. Gli abitanti di Librino hanno dimostrato a più riprese di averne a cuore le sorti. Già nei primi giorni di uscita del giornale (ma lo sapevamo da tempo) abbiamo incontrato parecchia gente che ama il quartiere e che nel quartiere ha investito risorse, tempo e denaro. Abbiamo incontrato commercianti che hanno aperto attività sfidando i “consigli” degli amici che li indirizzavano verso altri quartieri più tranquilli. Abbiamo incontrato volontari che hanno speso il poco tempo lasciato loro dal lavoro per mettersi a disposizione del territorio. Sono, ad esempio, quasi tutti abitanti di Librino gli attori della compagnia amatoriale “Resurrezione” che in questi anni hanno messo in scena alcuni musical e che lo scorso mese hanno riproposto, proprio a Librino, “Forza Venite Gente”. Sono tutte di Librino le persone verso le quali Antonio Presti ha rivolto le iniziative di Fiumara d’Arte: la gente che ha partecipato agli spot, i ragazzi delle scuole che hanno dipinto le bandiere, etc. Erano quasi tutte di Librino le persone che partecipavano alle molteplici iniziative di villa Fazio. Tuttavia, come per villa Fazio, anche per il teatro di viale Moncada, non sarà sufficiente la buona volontà dei librinesi (che comunque siamo certi non mancherà anche in questa occasione), occorrerà che l’amministrazione “bonifichi” la zona mettendo fine allo scandalo dello spaccio continuo, occorrerà che il viale Moncada (non solo il teatro) sia finalmente illuminato, occorrerà che l’anello stradale del viale venga completato collegandolo al resto del quartiere, occorrerà che sia garantita una presenza costante delle forze dell’ordine, per lo meno fin quando lo Stato non sarà capace di ripristinare la legalità nella zona, occorrerà lavorare con le forze culturali della città perché si impegnino nel portare gli spettacoli anche a Librino. Gli abitanti del quartiere avranno la responsabilità di controllare e sollecitare gli amministratori a fare ciò per cui sono stati eletti. E nel malaugurato caso che ciò non debba avvenire a sostituirli alla prima occasione con altri più capaci.

1 Messaggio

  • Teatro di viale Moncada: tra dramma e commedia

    27 novembre 2007 10:14, di giuliva

    ma dove si trova di preciso il teatro al viale moncada?

    abito da anni al librino , ma non sapevo ci fosse un teatro in quella zona.

    Ma che ricchezza e che strumento di educazione sarebbe per il nostro territorio se potesse veramente essere messo in funzione! ma al signor Scapagnini non importa proprio nulla del librino, la periferia per lui proprio non esiste....
    forza... venite genti...popolo del librino sistemiamolo ...
    e lavoriamo per i nostri figli, per i nostri giovani , per i nostri bambini, rimbocchiamoci le maniche! Chi fa da se fà per tre! forza operai del Signore!

    Vedi on line : Teatro di viale Moncada




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