Settimanale di informazione sulla periferia di Catania
Librino Pigno San Giorgio Villaggio Sant'Agata Zia Lisa ...e dintorni
cronaca quartieri archivio la città dalla stampa libera avvisi&annunci lavori in corso chi siamo collegati collabora pubblicità

Il parroco della Chiesa di viale Castagnola accusa la Periferica di fare disinformazione

Villa Fazio e le dimenticanze di don Santino Salamone

Secondo il sacerdote siamo noi ad essere male informati. Lui, dice, non ha nulla a che fare con Villa Fazio e non sa neppure chi l’abbia potuta ridurre così. Aiutiamolo a ricordare

domenica 16 agosto 2009, di Massimiliano Nicosia

Vota quest'articolo
voti:6

  • Digg
  • Del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • Technorati
  • Live
  • Scoopeo
  • Wikio
  • Furl
  • Blogmarks
  • Reddit
  • Mister wong

Nei giorni scorsi don Santino Salomone, parroco a Librino da 2 anni, nel corso di una intervista all’emittente Rei Tv, ha risposto al giornalista che chiedeva conto sullo stato di Villa Fazio e sulle responsabilità della parrocchia del quartiere. Il sacerdote ha sostanzialmente affermato che le “voci” di un coinvolgimento della parrocchia nella gestione della struttura sportiva (e quindi del suo abbandono) sono assolutamente infondate e che queste sono state alimentate da “un giornale locale che parla dei fatti di Librino - leggi “la Periferica” - che evidentemente deve essere stato male informato”. Il parroco della Risurrezione del Signore ha inoltre aggiunto di essere all’oscuro dei motivi che hanno portato all’abbandono di villa Fazio e di non sapere chi siano coloro che l’hanno gestita fino ad oggi.

Ci sarebbe già da rimanere perplessi che il parroco di un quartiere di periferia che si occupa anche della vita sociale del proprio territorio non abbia sentito la necessità di informarsi sulle infauste sorti di una importante struttura sportiva ubicata a poche centinaia di metri dalla propria parrocchia. Ma non è questa la cosa più importante.

Rinfreschiamo dunque la memoria al neo-parroco di Librino rivelando quali siano le nostre presunte cattive fonti e aggiungiamo qualche elemento di dubbio sul fatto che egli possa ignorare del tutto quali siano le responsabilità su Villa Fazio.

JPEG - 36.1 Kb
Don Santino Salamone, parroco della Risurrezione del Signore a Librino

Don Salamone viene nominato parroco a Librino a Maggio del 2007 succedendo a don Giuseppe Coniglione repentinamente trasferito al Santuario di Mompileri dopo un servizio ventennale nel territorio.

Il 18 settembre dello stesso anno, eravamo sotto la giunta Scapagnini, viene effettuato un sopralluogo a villa Fazio dall’allora Assessore ai lavori pubblici Filippo Drago insieme a don Salvo Lo Cascio, parroco del borgo antico di Librino e allo stesso don Santino Salamone.

Un comunicato stampa del comune di Catania, nel descrivere il sopralluogo, spiega che “3 anni fa il complesso sportivo venne affidato alla Parrocchia di Salvo Lo Cascio” e che il Comune “in collaborazione con le Parrocchie” ha individuato un nuovo percorso di gestione. “L’idea dei parroci della zona – aggiunge il comunicato - è quella di coinvolgere tutte le parrocchie del distretto di Catania sud”.

L’idea del coinvolgimento dei parroci della zona nella gestione della struttura del resto non era neppure tanto peregrina poiché, proprio in quel periodo, Salamone e Lo Cascio, forti di una loro comunanza di vedute, si facevano promotori di un “progetto interparrocchiale” che intendeva orientare le parrocchie della periferia sud di Catania ad un lavoro di rete. Progetto poi sfumato anche per l’eccessivo accentramento del “comitato promotore” che avrebbe diviso l’opinione degli altri parroci sul lavoro interparrocchiale.

A conclusione del comunicato del comune sul sopralluogo le parole dell’Assessore Drago non lasciano dubbi sul ruolo delle due parrocchie nella struttura: “Abbiamo stabilito stamani un percorso di gestione insieme alle Parrocchie. [...] Le parrocchie potranno così continuare ad usare la struttura organizzando manifestazioni sportive”.

La decisione del Comune di assegnare nuovamente la struttura alle parrocchie suscita qualche reazione in coloro che già avevano vissuto la precedente esperienza negativa della gestione Lo Cascio. La CGIL di Librino, in particolare, risponde duramente tramite la responsabile Sara Fagone che ricorda che come CGIL di Librino chiesero l’utilizzo della struttura per realizzare una festa di quartiere, ma si sentirono rispondere dal parroco Lo Cascio che “a Villa Fazio, essendo stata assegnata alla Chiesa, si potevano solo fare feste di carattere religioso”.

A Maggio del 2008, ad un anno di distanza dalla nomina a parroco di don Salamone, nel periodo immediatamente precedente le elezioni comunali del comune di Catania, il senatore Enzo Bianco interviene ad un evento a Librino organizzato dall’associazione culturale Dimensione Pandora; Nel corso dell’evento viene ripercorsa proprio la vicenda di Villa Fazio (vengono tra l’altro proiettate le foto realizzate e pubblicate dal nostro giornale qualche mese prima). L’evento si svolge presso i locali del centro culturale Myriam, in viale Nitta 5, di proprietà della parrocchia Risurrezione del Signore ed accanto ad Enzo Bianco siede, in attento ascolto, proprio il parroco don Santino Salamone.

Se dunque, come afferma don Salamone, siamo noi ad essere male informati mentre lui non ha niente a che fare con Villa Fazio nè è a conoscenza di chi l’abbia ridotta in quelle condizioni, ci restano un paio di dubbi da sciogliere.

Per quale motivo don Salamone si trovava a Villa Fazio proprio in occasione del sopralluogo dell’Assessore ai lavori pubblici? E come mai, se nulla ne ha a che fare, ha collaborato insieme a Lo Cascio per progettarne un nuovo percorso di gestione? E come è possibile che, se desiderava coinvolgere tutti i parroci della periferia sud collaborando insieme a Lo Cascio, non sia neppure a conoscenza che l’impianto sportivo, negli anni in cui è stato vandalizzato, era gestito proprio dalla parrocchia di Lo Cascio? E come può ospitare e partecipare ad un evento interamente organizzato sulla vicenda villa Fazio e continuare ad ignorare le responsabilità della gestione della struttura?

Rimaniamo in attesa, insieme ai nostri lettori, di essere “bene” informati mentre auspichiamo che anche la Chiesa, come già hanno fatto altre realtà del territorio, voglia far sentire forte la propria voce nel sollecitare le istituzioni a recuperare Villa Fazio e a restituirla al territorio.


sull’argomento vedi anche
- Reimpianti sportivi, videoinchiesta di Step1
- La piazza all’ombra del campanile
- Bianco (PD): 5 proposte per rilanciare Catania
- Villa Fazio abbandonata e ridotta a discarica




I più letti

SetteGiorni