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i Comunisti italiani raccolgono firme per la lotta al precariato, indicizzazione dei salari, diritto alla casa e allo studio

domenica 7 dicembre 2008

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Sarà avviata il prossimo 12 dicembre a Catania, in occasione dello sciopero generale indetto dalla Cgil, la raccolta di firme per le 5 proposte di legge promosse dai Comunisti italiani su indicizzazione dei salari; lotta al precariato (con la richiesta di un salario minimo garantito): diritto alla casa con agevolazioni fiscali sia per l’affitto che per l’acquisto; diritto allo studio e abrogazione dei tagli previsti nella legge 133 che colpiscono la scuola pubblica per favorire quella privata; e infine il conflitto di interessi che mina alla base la democrazia italiana. Banchetti saranno allestiti dai militanti del Pdci lungo il percorso del corteo e in quell’occasione faranno anche il loro esordio le camicie rosse, “gruppi di azione militante” promossi dal partito con l’obiettivo di stare in mezzo alla gente e parlare dei problemi reali degli italiani – lavoro, precariato, casa: appunto i temi oggetto delle proposte di legge – e contrapporsi, come fecero 150 anni fa i garibaldini, a un potere borbonico impersonato in Sicilia dall’Mpa di Lombardo e dalla destra, che soffocano i siciliani rendendoli sudditi. L’iniziativa – illustrata nei giorni scorsi dal responsabile nazionale Organizzazione del Pdci, Orazio Licandro – si pone in termini unitari con le altre forze comuniste e di sinistra e ha un ulteriore obiettivo: quello di “far capire agli italiani che devono essere uniti da un unico sentimento: quello di essere un solo popolo, solidale e non egoista, libero e non soggiogato, sano e non corrotto”, in un momento in cui il Paese è attraversato dalle “spinte disgregatrici” della Lega e dell’Mpa e dal tentativo del Pd di “farsi federalista” per stringere alleanze al nord con il partito di Bossi.




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