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	<title>la Periferica - L'informazione nella periferia di Catania</title>
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	<description>Settimanale di informazione a Catania - quartieri Librino, Pigno, Zia Lisa, San Giorgio, Villaggio Sant'Agata e dintorni</description>
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		<title>la Periferica - L'informazione nella periferia di Catania</title>
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		<title>&quot;Ringraziamenti&quot; al Sindaco da Librino</title>
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		<dc:date>2011-12-14T20:12:55Z</dc:date>
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		<dc:subject>apertura</dc:subject>

		<description>Grazie , per il buio che ci regali da Viale Castagnola a Viale Bummacaro, da Viale Nitta a Viale Moncada e grazie soprattutto per l'asse attrezzato nato da appena da un anno e mai illuminato interamente Grazie per le aiuole curate a verde e grazie per la sistemazione del piazzale antistante alla Porta della Bellezza (lavori iniziati un anno fa e non ancora finiti) Grazie per le buche grandi o piccole che siano sparse un po' ovunque e per la segnaletica verticale e (...)

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		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;dl class='spip_document_1031 spip_documents spip_documents_right' style='float:right;width:150px;'&gt;
&lt;dt&gt;&lt;a href=&quot;http://www.laperiferica.it/IMG/jpg/buoi.jpg&quot; title='JPEG - 142.6 Kb' type=&quot;image/jpeg&quot;&gt;&lt;img src='http://www.laperiferica.it/local/cache-vignettes/L150xH113/buoi-431c2-24fbe.jpg' width='150' height='113' alt='JPEG - 142.6 Kb' style='height:113px;width:150px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dt&gt;
&lt;/dl&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Grazie &lt;/strong&gt;, per il buio che ci regali da Viale Castagnola a Viale Bummacaro, da Viale Nitta a Viale Moncada e grazie soprattutto per l'asse attrezzato nato da appena da un anno e mai illuminato interamente&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Grazie &lt;/strong&gt; per le aiuole curate a verde e grazie per la sistemazione del piazzale antistante alla Porta della Bellezza (lavori iniziati un anno fa e non ancora finiti)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Grazie &lt;/strong&gt; per le buche grandi o piccole che siano sparse un po' ovunque e per la segnaletica verticale e orizzontale&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Grazie &lt;/strong&gt; per i cani randagi che tengono compagnia ai pochi abitanti che ancora si avventurano a percorrere le spine verdi (se cos&#236; possiamo chiamarle)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Grazie &lt;/strong&gt; per le montagne di rifiuti e di materiale di risulta dimenticato dopo lo sgombero del &#8220;palazzo di cemento&#8221;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Grazie &lt;/strong&gt; per la puntualit&#224; e la frequenza dei trasporti pubblici spesso unico mezzo di collegamento con il centro storico&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Grazie &lt;/strong&gt; per averci reso partecipi alle festivit&#224; natalizie con la posa dell'albero di Natale pieno di addobbi e di luminarie tanto da squarciare il buio di librino&#8230;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Signor Sindaco, siamo certi che cogliendo la nostra amarezza perdoner&#224; la nostra ironia.
Due settimane fa in un intervista alla &#8220;Sicilia&#8221; ha mostrato sensibilit&#224; e grande voglia di spendersi per risolvere i piccoli problemi degli abitanti di librino.
&#200; proprio per questo che noi ci siamo fatti avanti e La invitiamo a fare un giro, possibilmente dopo le 17 e prima di Natale , cos&#236; da verificare insieme la reali condizioni di vivibilit&#224; e di qualit&#224; della vita del quartiere di librino.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;
Francesco Torre, Sonia Messina, Lidia Medeot, Margherita Briulotta, Maria Di Salvo, Rosetta Caniglia, Bruno Medeot, Biagio Messina, Marianna Rizzo.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
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		<title>Il nostro Scid&#224;</title>
		<link>http://www.laperiferica.it/Il-nostro-Scida.html?1605</link>
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		<dc:date>2011-11-22T09:55:53Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Riccardo Orioles</dc:creator>



		<description>&lt;p&gt;Aiut&#242; i ragazzi poveri. Difese la Citt&#224;. Sembra che stia dormendo, e che sorrida. Ha un lieve sorriso ironico, da ragazzo intelligente. L'aria, dalla finestra, gli passa leggermente fra i capelli. Ne muove a volte alcuni, arruffati e bianchi. Ed egli dorme. Dorme, nel buio della notte, la sua citt&#224;. Dorme lo scippatorello, sognando un'infanzia normale. E' in una delle statistiche pi&#249; feroci d'Europa, quella della criminalit&#224; minorile catanese; ma i sogni sono liberi, ed egli sogna. Dorme il politico, sognando gli appalti dell'anno prossimo, Corso Martiri, miliardi. Dorme il padrone-editore, inquietamente. Dorme il suo giornalista, dorme (ma pi&#249; innocente) la ragazza di vita. Dormono i magistrati collusi, digrignando i denti. Dorme il bottegaio minacciato, dormono i ragazzini di Addiopizzo che lo difendono da soli. Passa la rara guardia notturna, passano le ronde dei mafiosi. Questa &#232; la sua citt&#224;.&lt;/p&gt;

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.laperiferica.it/local/cache-vignettes/L140xH150/arton1605-9da68.png&quot; width='140' height='150' style='height:150px;width:140px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&#8220;Venni a Catania, giudice del Tribunale, da Palazzolo...&#8221;. La citt&#224; di Catania, a quei tempi, aveva al suo centro una grande piazza. Su un lato il palazzo di giustizia, cieco, sull'altro i carabinieri muti. Su un altro il grand hotel dove, settimanalmente, s'incontravano i padroni della droga. Su un altro ancora le bische della Famiglia Santapaola-Ferrera. Al centro, un gran monumento ai cui piedi si prostituivano i ragazzi che non avevano il coraggio di fare, per la dose quotidiana, una rapina. Nella citt&#224; si parlava, prudentemente. Ma non si scriveva. Si amministrava giustizia severa, contro i piccoli scippatori e ladruncoli che la miseria generava. Ma si chiudevano entrambi gli occhi di fronte ai ricchi mafiosi e ai loro imprenditori. &#8220;Rendo, Graci, Costanzo, Finocchiaro!&#8221;. Furono gli studenti della citt&#224;, in quegli anni, quelli che fecero i nomi. Non certo i magistrati. Con una sola eccezione. &#8220;Mi concedano lor signori di esporre alcune considerazioni sullo stato della giustizia in questa citt&#224;...&#8221;. Questo era lui, Giambattista Scid&#224;, quello che ora dorme nella stanza accanto. Non gli potevano dire di no: non puoi levare la parola a un magistrato, all'inaugurazione giudiziaria, una volta all'anno. E lui era un magistrato. &#8220;In nome del Popolo Italiano&#8221; c'&#232; scritto sulle carte dei giudici. Lui ci credeva. Cos&#236;, garbatamente, prendeva la parola e cominciava a elencare cifre e dati. Le cifre dei ragazzini ammazzati, divorati vivi dalla &#8220;citt&#224; matrigna&#8221;. I dati degli intrallazzi dei benestanti, magistrati compresi, comprese le mura e i tetti delle preture. Le cifre della citt&#224; indifesa, abbandonata alla mafia e ai Cavalieri. E passavano gli anni. Io lo conobbi per caso, da povero cronista, facendo il mio mestiere come lui faceva il suo. Presiedeva il tribunale dei minori, cio&#232; il posto dove andava a finire la produzione del sistema. Ti distruggo il quartiere, ti nego la scuola, ti butto sulla strada, non ti do' lavoro, ti lascio la delinquenza come unica prospettiva. E poi ti ammazzo, o ti faccio ammazzare dei mafiosi, o nel migliore dei casi ti trascino qui, nel tribunale e in galera. Giustizia e carceri minorili, prima di lui, erano gironi danteschi. L&#236; si veniva &#8220;giudicati&#8221; in serie come numeri; qui messi coi delinquenti grandi e spesso seviziati. Con lui, tutto cambi&#242;. Il tribunale divent&#242; luogo di giustizia, dove ogni singolo caso veniva studiato e trattato con estrema attenzione. Nessun ragazzo fu mai abbandonato dopo. Famiglie, case-famiglia, comunit&#224;, assistenza individuale: spessissimo a spese del giudice, sempre per sua cura. Il giudice dei minori a Catania &#8211; l'uomo che borghesemente avrebbe dovuto essere il principale nemico dei ragazzi di strada &#8211; veniva accolto come un padre nelle periferie e nei mercati. La giurisprudenza minorile di Catania divenne, e come tale fu vista, un modello per l'intera nazione.
* * *&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma questa era solo una parte. Poi c'era quella &#8220;politica&#8221;; cio&#232; di servizio alla polis, della Citt&#224;. Per vent'anni Scid&#224; fu fra i pochissimi che combatterono, non una volta ogni tanto ma ogni giorno, e non con mezze parole ma a pertamente, il sistema di potere catanese. Dai Cavalieri a Ciancio, dall'impresa e politica collusa alle infiltrazioni d'affari in tutti i palazzi: compreso quello di Giustizia. Lui, Fava e D'Urso furono gli eroi incorruttibili di questa guerra. Giuseppe Fava lo ammazzarono nell'84. Scid&#224; e D'Urso ne ripresero, coi suoi ragazzi, la lotta. Giuseppe D'Urso mor&#236;, di malattia misteriosa, nel '96. Scid&#224; - dispersi i ragazzi di Fava, chiusi per la seconda volta i Siciliani - rimase solo. Dunque, dovette fare per tre. &#8220;Bisogna difendere le leggi come le mura della citt&#224;&#8221;, scrive Eraclito. Egli si piant&#242; dinanzi a quelle mura con lancia e scudo come un guerriero antico. Nessuno gli fece paura, non pens&#242; mai di arretrare. Facessero carriera gli altri, lo minacciassero pure. Non trad&#236; la citt&#224; n&#232; i suoi ragazzi. Dall'una lo richiamava il dovere, dagli altri una sconfinata piet&#224;.
* * *&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il giornale, una volta, era sul percorso del tribunale minorile, fra gli alberi del viale. Io uscivo prestissimo dalla stanza dove dormivo, per andare a prendere il primo caff&#232;; e lui, alla stessa ora, andava da casa, a piedi, al tribunale. Mi si affiancava in silenzio, o io a lui, a mezza strada. Camminavamo muti, ognuno nei suoi pensieri, fino al piccolo chiosco del caff&#232;. Da poco aveva perso una figlia, gli parevano futili le parole. Il barista, che ci conosceva, scaldava la macchinett&#224; del caff&#232;. Poi: &#8220;Buona giornata!&#8221;. &#8220;Buona giornata a lei!&#8221;. E ognuno al suo lavoro. A volte andavo a trovarlo, nella casa ormai vuota, fra pile disordinate di carte e di libri antichi. Era un cultore di storia; il grande Le Goff, quando veniva in Italia, spesso passava da lui. Cos&#236;, la conversazione spesso inavvertitamente si spostava da Catania al Siglo de oro, a Cervantes, al lugar de la Mancha. A volte, ma pi&#249; di rado, capitava che pranzassimo assieme; di solito era quando andavo a trovarlo al tribunale. &#8220;Pranza con me?&#8221;. &#8220;Andiamo&#8221;. E qui c'era un intoppo. La macchina di servizio che lo attendeva fuori (col fedelissimo autista di cui non ricordo il nome) era un bene dello Stato; poteva imbarcare il suo servitore Scid&#224; dal tribunale a casa, visto che a ci&#242; era destinata, ma tale privilegio non poteva assolutamente estendersi agli amici personali e privati. Non potendo far salire me (che sarebbe stato abusare), n&#233; lasciarmi a piedi (che sarebbe stato scortese), finivamo per andarcene a piedi tutt'e due, con l'autista che, solo in auto, ci veniva dietro. Per fortuna il clima catanese &#232; mite e quelle mattinate erano &#8211; almeno nel ricordo &#8211; luminose e ridenti.
* * *&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Cos'altro? So che dovrei parlare del caso Catania &#8211; l'ultimo &#8211; della Procura, delle cose importanti insomma. Va bene. Catania non ha mai avuto un Palazzo di giustizia lontanamente paragonabile a quello palermitano. Giudici antimafia ce ne sono stati pochi, tre dei quali (Lima, Marino e Ardita) costretti, in un modo o l'altro, a farsi da parte. Liti fra diverse cordate, ultimamente Gennaro vs Tinebra, a parole opposte ma di fatto equivalenti. Polveroni ogni tanto. Impunit&#224;. E dunque proposta di Scid&#224;: prendiamo un giudice terzo, uno di fuori. Campagna contro Scid&#224; dei poteri forti, cui una Procura funzionante non fa affatto piacere. Spreco di polemiche (Ziniti, Rizzo, Condorelli, Sicilia, Sudpress, Repubblica) contro Scid&#224; e in sostegno di uno dei due contendenti indigeni, per lo pi&#249; Gennaro, a volte in buona fede a volte meno. Sullo sfondo, grandi attese nel settore appalti: avremo una Procura che li controlli oppure no? Scid&#224; (e con lui Giustolisi, Finocchiaro, Travaglio e Orioles) spera di s&#236;. Altri parlano d'altro, o alzano polverone. Alla fine, ovviamente, vince il buon senso: il Csm nomina un procuratore esterno, che s'insedia e comincia a esaminare le carte. Tutti applaudono, compresi coloro che l'avevano osteggiato fino all'ultimo, o per interessi politici (vedi sopra) o per semplice stupidit&#224;, e che a tal nobile scopo avevano fatto il possibile per linciare Scid&#224;. Ma invece la giustizia ha trionfato e Scid&#224;, oplita dei poveri, ha vinto.
* * *&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E adesso &#232; disteso qui, nella stanza vicina a quella in cui scrivo ed &#232; piena notte. Nella sua casa, come sempre, non ci sono che persone buone: il fedelissimo Ferrera, la brava Abeba, Titta, Giuseppe, Luca... Una donna ha portato dei fiori gialli, un'altra delle spighe di grano. Ci sono due computer e una stampante, ma centinaia e centinaia di libri. Braudel, Lefebvre, Verga, Guicciardini, i Canti, Mallarm&#233;, Cervantes... vecchi amici. C'&#232; il suo giornale di otto anni fa, Controvento, quello che il distributore non volle mettere in edicola perch&#233; &#8220;senn&#242; Ciancio ci leva il pane&#8221;. Ci sono carte e fascicoli dappertutto. Ci sono, chi addormentato in poltrona chi su un divano, amici che gli vogliono bene. Lui, nella stanza accanto, dorme sorridendo. Avremmo dovuto parlare dei Siciliani, fra pochi giorni. Era fra i promotori, proprio in questa casa ci siamo riuniti un mese fa. &#8220;Mannaggia &#8211; penso &#8211; dovremo fare i Siciliani senza di lui&#8221;- Fra poco &#232; l'alba. Lontano, la notte s'&#232; fatto impercettibilmente meno scura. &#8220;Senza di lui? - pensiamo - Chiss&#224; se davvero siamo senza&#8221;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
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		<title>Ciao, Giambattista Scid&#224;!</title>
		<link>http://www.laperiferica.it/Ciao-Giambattista-Scida.html?1604</link>
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		<dc:date>2011-11-21T18:00:27Z</dc:date>
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		<description>&lt;p&gt;Un uomo d'altri tempi. Giambattista Scid&#224; lo &#232; stato. Sicuramente per il suo rigore morale e per la sua intransigenza verso le ingiustizie e le acquiescenze. Ma allo stesso modo - in questo tempo - ha saputo lottare per la giustizia come pochi altri. L'ex presidente del Tribunale per i minorenni di Catania &#232; morto ieri sera a 81 anni dopo una lunga malattia.&lt;/p&gt;

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<item xml:lang="it">
		<title>Incontro a Librino su tutela del territorio e inquinamento ambientale</title>
		<link>http://www.laperiferica.it/Incontro-a-Librino-su-tutela-del.html?1603</link>
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		<dc:date>2011-10-27T11:06:36Z</dc:date>
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		<description>L'importanza della tutela del nostro territorio, per lasciare ai nostri figli non devastazione ma un ambiente vivibile e sostenibile; la prevenzione delle malattie conseguenza dell'inquinamento, per la tutela del cittadino e come risparmio di una spesa sanitaia sempre pi&#249; alta dovuta al sorgere di nuove malattie legate ad un ecosistema ormai scompensato. Questi i temi che si affronteranno alla prima assemblea cittadina, organizzata dalla Camera del Lavoro di Librino, per dare (...)

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		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;L'importanza della tutela del nostro territorio, per lasciare ai nostri figli non devastazione ma un ambiente vivibile e sostenibile; la prevenzione delle malattie conseguenza dell'inquinamento, per la tutela del cittadino e come risparmio di una spesa sanitaia sempre pi&#249; alta dovuta al sorgere di nuove malattie legate ad un ecosistema ormai scompensato. Questi i temi che si affronteranno alla prima assemblea cittadina, organizzata dalla Camera del Lavoro di Librino, per dare informazione sullo stato attuale della raccolta differenziata nella nostra citt&#224;. Quando e come farla, quale il percorso dei rifiuti, cosa pu&#242; fare nel suo piccolo il cittadino per non danneggiare ancora di pi&#249; il nostro territorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A discuterene, venerd&#236; 28 ottobre alle ore 17:00, presso l'auditorium della chiesa Resurrezione del Signore (viale Castagnola 4), insieme a Sara Fagone Resp. Della Camera del Lavoro di Librino e gli abitanti, saranno L'assessore all'ecologia ed ambiente Claudio Torrisi, il funzionario dell'assessorato ecologia ed ambiente Marco Morabito, Marisa Falcone presidente dell'A.D.A.S. (Associazione per la difesa dell'ambiente e della salute), Giusi Milazzo del dipartimento territorio e ambiente della Camera del lavoro di Catania.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
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		<title>Arrestato Giovanni Arena, il boss del palazzo di cemento</title>
		<link>http://www.laperiferica.it/Arrestato-Giovanni-Arena-il-boss.html?1602</link>
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		<dc:date>2011-10-26T08:11:44Z</dc:date>
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		<description>&lt;p&gt;Il latitante Giovanni Arena, 56 anni, ritenuto esponente di Cosa nostra e a capo dell'omonima famiglia mafiosa, e' stato arrestato da agenti della squadra mobile di Catania. Inserito nell'elenco dei 30 latitanti piu' pericolosi d'Italia, era latitante dal 1993 quando sfuggi' all' operazione Orsa maggiore contro la cosca Santapaola. La sua famiglia, secondo l'accusa, avrebbe adesso una gestione 'autonoma', con il controllo del mercato dello spaccio di stupefacenti nel rione Librino, e in particolare del famigerato 'Palazzo di cemento' dello stesso quartiere che produrre un giro d'affari illecito da fatturati che la polizia ha pi&#249; volte definiti 'vertiginosi'.&lt;/p&gt;

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		</description>


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		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Il latitante Giovanni Arena, 56 anni, ritenuto esponente di Cosa nostra e a capo dell'omonima famiglia mafiosa, e' stato arrestato da agenti della squadra mobile di Catania. Inserito nell'elenco dei 30 latitanti piu' pericolosi d'Italia, era latitante dal 1993 quando sfuggi' all' operazione Orsa maggiore contro la cosca Santapaola. In contumacia e' stato condannato all'ergastolo per un omicidio commesso nel 1989. Era ricercato anche per associazione mafiosa, detenzione di armi e traffico di droga.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Arena &#232; stato catturato durante un blitz compiuto da agenti della squadra mobile della Questura di Catania nel popoloso rione Librino del capoluogo etneo, che era il suo mandamento di riferimento, confermando la tesi che i boss non si allontanano molto dalla zona che controllano. Secondo quanto si &#232; appreso, era da solo. Giovanni Arena era irreperibile dal dicembre 1993 quando sfuggi al blitz 'Orsa Maggiore' contro Cosa nostra di Catania, un' operazione ritenuta uno spartiacque nella lotta alla mafia nella provincia etnea coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della locale Procura.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ritenuto esponente di spicco dalla cosca Santapaola, e legatissimo alla &quot;famiglia&quot;, &#232; stato accusato di avere avuto un ruolo nell'attentato incendiario che il 18 gennaio 1990 distrusse la sede della Standa, allora di propriet&#224; del gruppo Berlusconi, nella centrale via Etnea a Catania, lo stesso giorno dell' arrivo della commissione antimafia in citt&#224;. Da quell'accusa Arena &#232; stato prosciolto. Il latitante &#232; stato condannato all'ergastolo il 28 maggio 2003 nel processo Orione 5, per l'uccisione di Maurizio Romeo, esponente della cosca rivale dei Ferrera, noti come 'Cavaduzzu', avvenuto ad Aci Castello il 31 ottobre 1989. A delinearne la pericolosit&#224;, secondo gli investigatori, sarebbe la sua lunga latitanza: 18 anni trascorsi ben protetto dalla 'famiglia', segno, sostengono, del suo inserimento a alti livelli nell'organizzazione. La sua famiglia, secondo l'accusa, avrebbe adesso una gestione 'autonoma', con il controllo del mercato dello spaccio di stupefacenti nel rione Librino, e in particolare del famigerato 'Palazzo di cemento' dello stesso quartiere che produrre un giro d'affari illecito da fatturati che la polizia ha pi&#249; volte definiti 'vertiginosi'.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Briganti Rugby, presentazione stagione 2011/2012</title>
		<link>http://www.laperiferica.it/Briganti-Rugby-presentazione.html?1601</link>
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		<dc:date>2011-10-20T15:55:03Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Franco Politano</dc:creator>


		<dc:subject>apertura</dc:subject>

		<description>Gioved&#236; 29 settembre, alle 20:00, presso il Paninivendolo in Via Gambino, 21 (piazza Spirito Santo), I Briganti Rugby hanno inaugurato la nuova stagione sportiva 2011/12, presentato gli sponsor e festeggiato il loro quinto anniversario. Il locale era affollatissimo, vi erano ad occhio e croce oltre cento persone, in tanti assiepavano il tratto iniziale della galleria adiacente al locale e che fora da una parte all'altra l'edificio. Pure sul marciapiede antistante vi era gente. (...)

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&lt;a href="http://www.laperiferica.it/+-apertura-+.html?3" rel="tag"&gt;apertura&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.laperiferica.it/local/cache-vignettes/L150xH100/arton1601-7e85d.jpg&quot; width='150' height='100' style='height:100px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Gioved&#236; 29 settembre, alle 20:00, presso il Paninivendolo in Via Gambino, 21 (piazza Spirito Santo), I Briganti Rugby hanno inaugurato la nuova stagione sportiva 2011/12, presentato gli sponsor e festeggiato il loro quinto anniversario. Il locale era affollatissimo, vi erano ad occhio e croce oltre cento persone, in tanti assiepavano il tratto iniziale della galleria adiacente al locale e che fora da una parte all'altra l'edificio. Pure sul marciapiede antistante vi era gente. La galleria fungeva da involontario megafono a quell'allegro vocio che si percepiva distintamente anche dalle strade adiacenti; sono certo che per chi non conoscesse l'indirizzo preciso del Paninivendolo, gli sar&#224; bastato orientarsi a orecchio. C'era gente di tutte le et&#224;, variopinta nell'abbigliamento e nelle fattezze, accomunati da una traboccante allegria e da un coinvolgente entusiasmo. Pi&#249; che ad una inaugurazione, sembrava di stare a bordo campo durante una travolgente partita di rugby. In un angolo del locale vi erano in vendita dei gadget a sostegno della squadra e tra questi delle smaglianti magliette con sopra stampato un'immagine stilizzata dei palazzoni di Librino.
Ho avuto delle difficolt&#224; a riuscire ad avvicinare qualcuno e porgli qualche domanda perch&#233; tutti erano impegnati a parlare e scherzare gli uni con gli altri, poi fortunatamente con gran piacere ho rivisto un &quot;vecchio&quot; amico, Riccardo Gennaro &#8211; in passato ha condiviso la mia passione per la speleologia &#8211; componente dello staff di questa associazione sportiva dilettantistica che tramite la pratica del rugby svolge una siffatta azione educativa e offre una concreta occasione di riscatto sociale nei quartieri pi&#249; difficili del nostro territorio, soprattutto a Librino. A fronte di tanto meritorio impegno e considerando i proclami non di rado altisonanti, sbandierati ad iniziare dal Sindaco, sull'impegno dell'Amministrazione nel rispetto e nel sostegno del diritto allo sport come fonte di educazione e formazione per i giovani che pone la citt&#224; all'avanguardia, si potrebbe immaginare &#8211; anche se &#232; sotto gli occhi di tutti la disastrosa situazione delle strutture sportive cittadine &#8211; che il Comune si prodighi in tutti i modi per facilitarli in questo loro attivo interessamento contro il degrado sociale. Invece, come racconta Gennaro, sono costretti ad allenarsi al campo comunale di San Gregorio, un vero paradosso considerando che la loro sede sta in viale Moncada 5, proprio di fronte al complesso sportivo San teodoro (che a vederlo sembra un residuato di guerra). In pratica per raggiungerlo basterebbe percorrere poche decine di metri mentre invece sono costretti ogni volta a trasferirsi in un altro comune! Mi &#232; stato accennato anche della disastrosa situazione in cui versano i campi, infatti: il Goretti I al momento non &#232; praticabile perch&#233; si &#232; dato inizio all'ennesimo restyling del manto erboso, uno all'anno praticamente; nel restante campo Goretti II si dovrebbero allenare cinque societ&#224; di rugby, un po&#8216; troppe per un campo non utilizzabile nelle fasce tardopomeridiane, manca infatti di illuminazione. Il Zia Lisa &#232; stato ripristinato a spese di una societ&#224; di calcio e quindi difficilmente ne potranno usufruire le societ&#224; di rugby; il IV Novembre, campo di baseball, lo scorso anno &#232; stato utilizzato anche per il rugby, ma resta sempre subordinato alla programmazione delle societ&#224; catanesi di baseball. Mentre stava per spiegarmi che i restanti campi comunali sono dedicati soltanto al calcio, siamo stati invitati ad ascoltare il discorso che un barbuto &quot;brigante&quot; stava tenendo.
Il barbuto oratore in effetti era il presidente Stefano Curcuruto e stava ripercorrendo con una spontanea e allegra dialettica la storia dei Briganti Rugby Librino. Tutto era iniziato per caso, un pomeriggio del 2006 all'interno del centro Iqbal Masih. Avevano iniziato a giocare solo in tre nel parcheggio antistante il centro, accanto al famigerato palazzo di cemento. Dopo aver elencato i punti pi&#249; salienti di questa affascinante avventura sportiva e sociale, farcita di gustosi aneddoti che spesso tiravano in ballo tanti dei presenti, Curcuruto ha parlato della situazione attuale della societ&#224; che conta oltre la senior in serie C l'under 10, la 12, la 14, la 16 e quest'anno anche una under 20 nata dall'unione con la Fiamma Cibali e il Belpasso Rugby, che porta il nome di Pol. Sguna Rossa dell'Etna A.D. (sguna in randazzese significa lucertola) per un totale di circa duecentocinquanta tesserati.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Terreforti: da domani 21 Ottobre &quot;Il processo a Mao Tse Tung&quot;</title>
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		<dc:date>2011-10-20T14:50:39Z</dc:date>
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		<description>Ultimo appuntamento a Librino per &#8220;Terre forti&#8221;, prima della breve pausa di preparazione della nuova stagione 2011/2012 che si annuncia ricca di importanti novit&#224;. E ancora una volta un modo per rivolgere un sincero &#8220;grazie&#8221; agli abitanti del Borgo e alla Chiesa che ci ha ospitati negli ultimi mesi. Sar&#224; questo, da domani sera alle 20,30 e fino a domenica al Salone di Borgo Librino presso la Chiesa N.S. del SS. Sacramento in via delle Susine 15, il motivo portante de (...)

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 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.laperiferica.it/local/cache-vignettes/L150xH113/arton1600-ac8bb.jpg&quot; width='150' height='113' style='height:113px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;!-- htmlA --&gt;&lt;span class='spip_document_1030 spip_documents spip_documents_right' style='float:right; width:383px;'&gt;
&lt;img src='http://www.laperiferica.it/local/cache-vignettes/L383xH685/locandina_terreforti-94e1e.jpg' width='383' height='685' alt=&quot;&quot; style='height:685px;width:383px;' /&gt;&lt;/span&gt;&lt;!-- htmlB --&gt;Ultimo appuntamento a Librino per &#8220;Terre forti&#8221;, prima della breve pausa di preparazione della nuova stagione 2011/2012 che si annuncia ricca di importanti novit&#224;. E ancora una volta un modo per rivolgere un sincero &#8220;grazie&#8221; agli abitanti del Borgo e alla Chiesa che ci ha ospitati negli ultimi mesi. Sar&#224; questo, da domani sera alle 20,30 e fino a domenica al Salone di Borgo Librino presso la Chiesa N.S. del SS. Sacramento in via delle Susine 15, il motivo portante de &#8220;Il Processo a Mao Tse Tung&#8221;, recital su testi di Nino Greco, con Alfio Guzzetta, Gino Epaminonda e il cantautore Gregorio Lui. &#8220;Terre forti&#8221;, associazione no-profit apolitica e aconfessionale, ha fortemente voluto la riproposizione di questo lavoro nel luogo dove ha potuto proseguire (e in una qualificata porzione proseguir&#224; anche in futuro) la propria attivit&#224; socioculturale grazie agli spazi offerti del tutto liberamente dalla Chiesa &#8220;N.S. del SS. Sacramento&#8221; retta da Don Aristide Raimondi, nel quartiere che &#232; la &#8220;casa&#8221; dell'ensemble creativo sorto nel 2007 proprio a Librino, centro geografico di quelle antiche contrade un tempo note, per l'appunto, come &quot;terre forti&quot;, ponendosi l'obiettivo di fare da &#8220;mediatore culturale&#8221; e promotore artistico e sociale tra la &quot;periferia sud&quot; del capoluogo etneo, la citt&#224; di Catania e la Sicilia e i siciliani di tutto il mondo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	Ecco quindi un lavoro che gioca e ironizza con la storia e gli &#8220;ideali traditi&#8221;. Quelle &#8220;utopie&#8221; che hanno agitato masse e acceso rivoluzioni, finendo poi, per&#242;, con il divenire la negazione di esse stesse, dei principi cui si ispiravano. E cos&#236;, per parlare del comunismo cinese, ecco la narrazione di ci&#242; che &#232; accaduto...dopo il trapasso di Mao. E pi&#249; precisamente, della &#8220;strana lotta&#8221; accesa si tra il Padreterno e il Diavolo, decisi a litigarsi l'anima del &#8220;Quattro volte grande&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	Per farlo, tornano in scena Gino Epaminonda ed Alfio Guzzetta, accompagnati dalla cristallina chitarra e dalla forte voce del cantautore Gregorio Lui (di cui &#232; da poche settimane uscito il nuovo lavoro discografico &#8220;Cose di vento&#8221;). In quello che &#232; quindi un &#8220;gioco teatrale&#8221; in forma di recital, vedremo avvicendarsi personaggi della storia ed ultraterreni, alternando divertimento e riflessione, narrazione, poesia, e musica.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	Questo lo spettacolo in una nota della Direzione Artistica:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;&#171;La storia dell'uomo &#232; pregna di momenti utopici. Uomini che hanno vissuto un ideale e per questo hanno lottato tutta una vita.
Ma quanti di questi ideali, nel loro procedere, hanno mantenuto quello spirito iniziale? Quanti hanno realizzato il sogno? E quanti, alla fine, non sono stati stravolti da interessi di potere?
Non solo: quante di queste utopie, sotto l'alibi di una &#8220;santa&#8221; idea, non hanno prodotto che tragedie sociali, distruzioni, stragi?
Il tema comporterebbe lunghi dibattiti, discussioni, approfondimenti. Ma sarebbe una cosa molto seria e la vita, forse, va vissuta con pi&#249; leggerezza.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per questo abbiamo pensato al gioco. Un gioco a tratti amaro, ma proposto con un pizzico di distacco, di ironia e di sano &#8211; speriamo &#8211; divertimento.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Anche per Mao finisce il soggiorno terreno e al momento del distacco &#232; costretto a passare al vaglio della giustizia divina. Ma il Padreterno &#232; buono e interpreta a modo proprio la rivoluzione maoista facendo santo il nostro eroe.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma che volete, non tutti la pensano allo stesso modo e ci&#242; porta a qualche scontro!&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Anche il diavolo avanza i suoi diritti su Mao, suscitando un dibattito che, tra il serio e il faceto, mette in evidenza istanze che l'uomo, dalla sua nascita, porta avanti.
Chiss&#224;, alla fine, quale sar&#224; la risposta!&#187;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Fondazione con il Sud, chiudono i progetti, rimangono i debiti</title>
		<link>http://www.laperiferica.it/Fondazione-per-il-Sud-si-chiudono.html?1598</link>
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		<dc:date>2011-10-14T07:28:22Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Massimiliano Nicosia</dc:creator>


		<dc:subject>apertura</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Sono circa 10.000 euro di debito l'eredit&#224; che il progetto finanziato dalla Fondazione con il Sud lascia alla parrocchia del Borgo Antico di Librino e che adesso gli allibiti residenti, convocati dal parroco in una assemblea straordinaria, rischiano di dover tirare fuori dalle loro tasche. Il risultato paradossale &#232; che ci&#242; che era pensato per risollevare le sorti di un territorio disagiato, costituendo una opportunit&#224; per alcuni, forse finir&#224; per gravare sul gi&#224; magro bilancio familiare di altre famiglie di Librino.&lt;/p&gt;

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 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.laperiferica.it/local/cache-vignettes/L150xH98/arton1598-41092.jpg&quot; width='150' height='98' style='height:98px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Sono circa &lt;strong&gt;10.000 euro di debito&lt;/strong&gt; l'eredit&#224; che il progetto finanziato dalla&lt;strong&gt; Fondazione con il Sud&lt;/strong&gt; lascia alla parrocchia del borgo antico di Librino &lt;strong&gt;Nostra Signora del Santissimo Sacramento&lt;/strong&gt; e che adesso gli allibiti residenti, convocati dal parroco in una assemblea straordinaria, rischiano di dover tirare fuori dalle loro tasche. Il risultato paradossale &#232; che ci&#242; che era pensato per risollevare le sorti di un territorio disagiato, costituendo una opportunit&#224; per alcuni, forse finir&#224; per gravare sul gi&#224; magro bilancio familiare di altre famiglie di Librino.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A gennaio del 2009 la Fondazione con il Sud aveva inteso finanziare, tramite un bando apposito, progetti di sviluppo del territorio nell'ambito dell'educazione dei giovani e sviluppo del capitale umano di eccellenza; tutela e valorizzazione dei beni comuni; mediazione culturale e accoglienza/integrazione degli immigrati; sviluppo, qualificazione e innovazione dei servizi socio-sanitari.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tra i diversi progetti proposti la Fondazione ha infine scelto quello presentato dall'area cattolica. Otto i soggetti promotori che si sono suddivisi il &lt;strong&gt;finanziamento di 270.000 euro&lt;/strong&gt;: la parrocchia del borgo antico, retta da &lt;strong&gt;don Salvo Lo Cascio&lt;/strong&gt; fino a settembre del 2010 e poi repentinamente trasferito, l'&lt;strong&gt;oratorio Giovanni Paolo II&lt;/strong&gt; di suor Lucia, la &lt;strong&gt;Caritas &lt;/strong&gt; diocesana di Catania, la parrocchia&lt;strong&gt; Resurrezione del Signore&lt;/strong&gt; di viale Castagnola, le &lt;strong&gt;Acli&lt;/strong&gt;, la cooperativa &lt;strong&gt;Marianella Garcia&lt;/strong&gt;, il Centro &lt;strong&gt;Orizzonte Lavoro&lt;/strong&gt; Cooperativa Sociale Onlus e la &lt;strong&gt;Confcooperative&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dall'avvio del progetto, i soggetti promotori insieme ad altri soggetti aderenti, hanno previsto l'avvio di un servizio presso le scuole del territorio inviando due operatori per ogni scuola per seguire 5 bambini in difficolt&#224; su indicazione del Preside, quattro centri di aggregazione nelle 2 parrocchie e nei 2 oratori sostenuti da 2 operatori pagati dal progetto insieme ai volontari gi&#224; presenti, quattro botteghe di formazione lavoro (arredo casa, alluminio, gastronomia e cucito) che prevedevano un compenso per i formatori e i partecipanti, pi&#249; alcune esperienze che non sono andate ancora in porto: la formazione di alcune cooperative sociali, un gruppo di acquisto solidale, un coordinamento permanente per Librino, stoppato per&#242; dal Comune perch&#232; visto come un doppione degli Stati Generali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Don Aristide Raimondi&lt;/strong&gt;, parroco del borgo antico dalla fine dall'ottobre del 2010 quel progetto non l'ha scelto ma lo ha trovato gi&#224; avviato al suo arrivo, nonostante le sue contrariet&#224;, ha dovuto portarlo avanti in seguito all'impegno del precedente parroco don Salvo Lo Cascio e da allora la &lt;strong&gt;ripianazione del debito&lt;/strong&gt; &#232; stata una delle sue principali preoccupazioni. &#8220;&lt;i&gt;Io non avrei mai aderito a questo progetto e fin quando sar&#242; parroco la parrocchia non aderir&#224; ad altri progetti di questo tipo&lt;/i&gt;&#8221;. &#8220;&lt;i&gt;Noi non possiamo impegnarci per quella cifra&lt;/i&gt; - protesta una parrocchiana - &lt;i&gt;qui chi &#232; fortunato campa una famiglia con una pensione. Questi soldi li deve uscire chi aveva deciso di partecipare al progetto, non noi, chiedeteli a don Lo Cascio!&lt;/i&gt;&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;&lt;i&gt;Il problema principale&lt;/i&gt; - spiega all'assemblea parrocchiale &lt;strong&gt;suor Lucia Ragusa&lt;/strong&gt;, che con il suo oratorio Giovanni Paolo II &#232; l'ente capofila del progetto finanziato - &#8220;&lt;i&gt;&#232; che quel progetto della Fondazione prevedeva una compartecipazione alle spese dei progetti promotori consistente nel 20%/25% circa del totale, e questa somma non era possibile giustificarla attraverso le nostre utenze come avviene adesso per altri finanziamenti&lt;/i&gt;&#8221;. In sostanza, aggiunge suor Lucia, nella maggior parte dei progetti &#232; possibile raggiungere la propria quota considerando le spese delle bollette della luce dell'oratorio o valutare l'utilizzo dei nostri locali che mettiamo a disposizione del progetto ma in questo caso gli 8 enti dovevano mettere la quota di partecipazione di tasca propria. Suor Lucia spiega all'assemblea che loro, come capofila, hanno impegnato pi&#249; risorse di tutti ma alla fine hanno raccolto la cifra necessaria a chiudere il progetto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;&lt;i&gt;Ma se questi 10.000 euro che mancano non ce li mettiamo che succede?&lt;/i&gt;&#8221;. &#8220;&lt;i&gt;Succede che salta tutto&lt;/i&gt;&#8221; chiarisce Cristina, commercialista incaricata da don Aristide per sbrogliare la matassa dei debiti, &#8220;&lt;i&gt;e se salta tutto la Fondazione non salda l'ultima parte del finanziamento a tutti gli enti promotori e la parrocchia ci rimette anche i soldi che ha anticipato per conto della Fondazione&lt;/i&gt;&#8221;. &#8220;&lt;i&gt;Altri soldi?&lt;/i&gt; - si meraviglia un'anziana signora - &lt;i&gt;e quanti sono?&lt;/i&gt;&#8221; &#8220;&lt;i&gt;Circa &lt;strong&gt;50.000 euro&lt;/strong&gt; in tutto, che in parte abbiamo accumulato in questi 2 anni e in parte sono stati prestati e devono essere restituiti perch&#233; sono soldi da destinare ai poveri&lt;/i&gt;&#8221;. &#8220;&lt;i&gt;Ma la curia non pu&#242; aiutarci? L'Arcivescovo che dice?&lt;/i&gt;&#8221;. &#8220;&lt;i&gt;Attendo risposta&lt;/i&gt; - sospira Aristide che quando &#232; arrivato ha dovuto pagare anche bollette insolute dal 2006 - &lt;i&gt;ma per ora nessun segnale, se la curia non pu&#242; donarceli chieder&#242; almeno che ce li presti senza interessi, ma intanto dobbiamo sbrigarcela da soli perch&#233; abbiamo pochissimo tempo&lt;/i&gt;&#8221;. Intanto la curia ha consigliatoal parroco di accendere un mutuo con le banche; se dovessero rimanere con l'acqua alla gola con qualche rata si vedr&#224; cosa &#232; possibile fare.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Antonio Presti: &quot;In ognuno dei ragazzi &#232; stato seminato un seme che li accompagner&#224; lungo la loro vita&quot;</title>
		<link>http://www.laperiferica.it/Antonio-Presti-In-ognuno-dei.html?1597</link>
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		<dc:date>2011-10-10T17:31:04Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		



		<description>Con l'ultimo workshop di Reza a Librino si conclude un percorso. Cosa hanno appreso i giovani studenti da questo rapporto diretto con l'arte? &#8220;Hanno vissuto in prima persona l'emozione di un viaggio unico ed originale e hanno capito la grande fortuna che hanno avuto. Sono stati seri e volenterosi, hanno compreso quanto sia importante l'arte nella vita di tutti i giorni, quanto sia di aiuto la Bellezza nel linguaggio comune, quotidiano. E hanno espresso la (...)

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&lt;a href="http://www.laperiferica.it/-Comunicati-.html?19" rel="directory"&gt;Comunicati&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Con l'ultimo workshop di Reza a Librino si conclude un percorso. Cosa hanno appreso i giovani studenti da questo rapporto diretto con l'arte?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;Hanno vissuto in prima persona l'emozione di un viaggio unico ed originale e hanno capito la grande fortuna che hanno avuto. Sono stati seri e volenterosi, hanno compreso quanto sia importante l'arte nella vita di tutti i giorni, quanto sia di aiuto la Bellezza nel linguaggio comune, quotidiano. E hanno espresso la volont&#224; del cambiamento&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dopo questo ultimo laboratorio qual &#232; l'iter del progetto per la realizzazione del Museo Internazionale dell'Immagine di Librino?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;Il nostro lavoro continua senza sosta. Si chiude un capitolo ma se ne apre un altro. Adesso inizia la parte strettamente tecnica durante la quale sar&#224; fatto l'editing alle decine di migliaia di foto create dai nostri fotografi. Bisogna archiviare e selezionare le immagini che saranno proiettate nel pi&#249; grande museo a cielo aperto del mondo&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Come pensa di realizzare il Museo Internazionale dell'Immagine? Ancora una volta lei dona in nome della Bellezza? &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;Il mio impegno in nome dell'Arte e della Bellezza rimane immutato. Con grande sacrificio e con grande entusiasmo abbiamo affrontato e stiamo affrontando questa avventura. Ma devo rivolgere il mio grazie particolare alla Fondazione Telecom che ha condiviso e sostenuto il progetto che si avvale anche della collaborazione di Fondazione Aina World, del National Geographic Italia, LesPheripheriquesvousparlent, del Museo di Arl&#233;s, della Fondazione Candido Cannav&#242; Tifo positivo. Spero per&#242; che da oggi in poi altre Fondazioni o altri sponsor possano sposare l'iniziativa e sostenerci anche dal punto di vista della fornitura di servizi tecnologici. Sarebbe bello creare insieme una rete civile, una squadra che non deve essere assoggettata al bene materiale ma che valorizzi invece il bene comune e che si mobiliti per valorizzare lo spirito della vita che &#232; la Bellezza&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Forse per voi &#232; tempo di bilanci. Qual &#232; stato il percorso affrontato lo scorso anno?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;Nel corso dell'ultimo anno pi&#249; di 30 fotografi hanno creato uno straordinario rapporto con le 50 scuole in rete che hanno seguito e sposato l'iniziativa sulla Bellezza della Costituzione Italiana. Mi emoziono al pensiero che migliaia di ragazzi abbiano studiato e dato vita agli articoli della Carta Costituzionale. Hanno ideato e deciso come affrontare lo scatto fotografico e l'hanno reso concreto grazie al supporto dei nostri fotografi. Non solo, ma gli artisti hanno lavorato con le associazioni dando una testimonianza diretta e fattiva di quello che &#232; il loro lavoro e il loro impegno giornaliero verso chi soffre e ha bisogno di aiuto. Abbiamo ripreso il mondo giornalistico rappresentando con le immagini il lavoro fatto a Catania. E stiamo lavorando anche con le chiese di Librino, con i negozianti che diventeranno protagonisti della prossima fase del progetto&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;In che modo?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;Con Marco Pinna, figura di punta del National Geographic, lavoreremo fianco a fianco per realizzare Magma, il museo diffuso. A Librino arriveranno alcuni dei pi&#249; importanti fotografi a livello mondiale e con cadenza biennale saranno esposte le loro le opere. Lo scopo &#232; chiaro: vogliamo portare bellezza e cultura in un quartiere che ne ha fortemente bisogno. Tutte le attivit&#224; commerciali del quartiere ospiteranno un certo numero di opere di artisti selezionati, dal panettiere al parrucchiere, dalla palestra al bar, ogni attivit&#224; avr&#224; affisse alle pareti opere di alcuni tra i maggiori maestri della fotografia contemporanea internazionale. Sar&#224; un percorso museale innovativo che non prevede un biglietto d'ingresso. Vogliamo piuttosto che il pubblico si responsabilizzi facendo suo l'obbligo morale di spendere una somma di denaro a sua discrezione all'interno delle stesse attivit&#224; in cui si trover&#224; ad ammirare le opere, incrementando cos&#236; l'indotto di Librino e stimolandone l'economia&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ancora una volta quindi l'arte offre la possibilit&#224; di crescita e riscatto. Il Museo Internazionale dell'Immagine non &#232; solo un evento artistico, ma anche sociale?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;Assolutamente s&#236;. &#200; bello pensare che attraverso il linguaggio dell'arte si riesca a raccontare il volto di un popolo, la sua storia attraverso la storia dei suoi cittadini. Questo &#232; il potere della Bellezza. Oltre 30.000 persone, i loro visi, i loro sguardi, i loro racconti, saranno testimonianza viva e tangibile della Bellezza di un'intera comunit&#224;, quella etnea. Sar&#224; s&#236; un museo artistico ma anche un archivio sociale, civile, antropologico e storico che porter&#224; a Librino visitatori e turisti, amanti dell'arte e semplici curiosi che verranno a toccare con mano quanto forte sia il linguaggio artistico visuale&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Per lei, invece, cosa rappresenta questo progetto?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;Lo considero un progetto della mia maturit&#224; e anche della mia consapevolezza di un percorso, perch&#233; l'opera che noi stiamo facendo a Librino, a prescindere dal suo valore estetico-artistico, ha il suo valore universale nel percorso con cui si &#232; arrivati a realizzarlo. Quando l'arte riesce a mettere insieme oltre 30.000 persone e renderle protagoniste di un itinerario che ha come obiettivo la crescita sociale e civile ha vinto la sua scommessa&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Pi&#249; di cento ragazzi hanno seguito il workshop di Reza a Librino. Cosa vorrebbe dire loro a conclusione del progetto che li ha visti partecipi in prima persona?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;Vorrei dire loro che il progetto non si chiude ma si evolve. Ognuno di loro avr&#224; la possibilit&#224; di sedimentare e maturare quanto appreso nel corso dell'anno. Sono sicuro che in ognuno dei loro cuori &#232; stato seminato un piccolo seme che crescer&#224;, germoglier&#224; e li accompagner&#224; lungo la loro vita. Li ho visti emozionarsi, interessarsi a nuovi linguaggi, li ho visto pieni di passione e di curiosit&#224;. Questo &#232; importante ed emozionante anche per noi adulti che abbiamo offerto loro la possibilit&#224; di avere la speranza di un futuro migliore. Un futuro reso solido dalla conoscenza, dalla cultura, dalla formazione professionale e umana. Sarebbe bello creare un giorno una scuola che regali anche alle nuove generazioni lo stesso sogno che hanno vissuto oggi i ragazzi di Librino&#8221;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Museo dell'immagine: Si chiude il workshop del fotografo Reza</title>
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		<dc:date>2011-10-10T16:53:35Z</dc:date>
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		<description>&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.laperiferica.it/Antonio-Presti-In-ognuno-dei.html?1597&quot; class='spip_in'&gt;Antonio Presti: &quot;In ognuno dei ragazzi &#232; stato seminato un seme che li accompagner&#224; lungo la loro vita&quot;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il riscatto passa attraverso l'arte e il linguaggio visuale. La fotografia diventa, per i ragazzi di Librino, mezzo e strumento di crescita.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per centinaia di giovani si conclude un prezioso percorso che li ha visti protagonisti. La Fondazione Antonio Presti-Fiumara d'Arte accompagna i giovani alla fine di un bel viaggio e annuncia l'inizio di un altro, quello pi&#249; prettamente tecnico e organizzativo che costituisce un importante tassello per la realizzazione del Museo Internazionale dell'Immagine-Terzocchio Meridiani di Luce che sar&#224; realizzato a Librino. Sar&#224; il pi&#249; grande museo fotografico a cielo aperto, un archivio civile, antropologico e artistico che mostrer&#224; i visi, gli sguardi, l'anima di oltre 30.000 persone di Librino, di Catania e dell'intera provincia etnea. Dopo il workshop previsto dal 17 al 21 ottobre 2011 alla scuola Campanella Sturzo di viale Bummacaro 8, tenuto dal fotoreporter iraniano Reza Deghati e da 6 fotografi tutor, la Fondazione Fiumara d'Arte continua il suo lavoro di selezione, editing, preparazione tecnica del Museo dell'Immagine che sar&#224; creato nel cuore del quartiere di Librino.&lt;/p&gt;

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		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Il riscatto passa attraverso l'arte e il linguaggio visuale. La fotografia diventa, per i ragazzi di Librino, mezzo e strumento di crescita.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per centinaia di giovani si conclude un prezioso percorso che li ha visti protagonisti. La Fondazione Antonio Presti-Fiumara d'Arte accompagna i giovani alla fine di un bel viaggio e annuncia l'inizio di un altro, quello pi&#249; prettamente tecnico e organizzativo che costituisce un importante tassello per la realizzazione del Museo Internazionale dell'Immagine-Terzocchio Meridiani di Luce che sar&#224; realizzato a Librino. Sar&#224; il pi&#249; grande museo fotografico a cielo aperto, un archivio civile, antropologico e artistico che mostrer&#224; i visi, gli sguardi, l'anima di oltre 30.000 persone di Librino, di Catania e dell'intera provincia etnea. Dopo il workshop previsto dal 17 al 21 ottobre 2011 alla scuola Campanella Sturzo di viale Bummacaro 8, tenuto dal fotoreporter iraniano Reza Deghati e da 6 fotografi tutor, la Fondazione Fiumara d'Arte continua il suo lavoro di selezione, editing, preparazione tecnica del Museo dell'Immagine che sar&#224; creato nel cuore del quartiere di Librino.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;Ai giovani studenti coinvolti in questa iniziativa &#8211; spiega Antonio Presti, presidente della Fondazione Fiumara d'Arte &#8211; abbiamo voluto donare la bellezza di un sogno che trae linfa dal linguaggio poetico e forte dell'arte. &#200; stato bello vedere l'emozione dei giovani che per la prima volta utilizzano una macchina fotografica. Per loro non &#232; solo un oggetto asettico, ma uno strumento per esternare la propria visione della vita nel loro quartiere. Attraverso l'obiettivo delle loro macchine i ragazzi esprimono l'amore per Librino, per il gioco, per la famiglia, per l'ambiente che li circonda, diventano interpreti di un nuovo modo di rappresentare il luogo dove vivono. Insieme agli artisti si getta in questo modo un seme che germoglier&#224; nei loro cuori e sar&#224; il frutto del loro futuro&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dopo 2 anni di incontri, confronti, lezioni a cielo aperto, e pratica fotografica, Reza Deghati conclude il suo ciclo di workshop con gli oltre 100 ragazzi delle scuole Campanella Sturzo, Mangano, Dusmet, Cannizzaro, San Giorgio, che si sono lasciati coordinare e dirigere da un grande maestro della fotografia, studiando tecniche dell'arte fotografica, diventando piccoli fotografi con la speranza di un grande futuro. &#8220;Incontrare questi ragazzi &#8211; sostiene Reza &#8211; &#232; stato veramente emozionante. Ho visto i loro progressi, ho guardato la luce dei loro occhi, ho ascoltato i loro sogni, li ho accompagnati in un viaggio bellissimo fatto di arte, di immagini, di realt&#224; quotidiane impresse per sempre sulla memoria delle loro macchine fotografiche e nei loro cuori. Ho lavorato con i bambini di molti Paesi del mondo, ma devo ammettere che l'impegno e l'entusiasmo dei ragazzi di Librino &#232; stato veramente straordinario&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Esprime soddisfazione il dirigente scolastico della scuola Campanella Sturzo, Lino Secchi, e afferma: &#8220;Sono contento per l'esperienza che hanno vissuto i ragazzi e per l'onore che ci ha dato Reza. Dall'altro lato per&#242; mi dispiace che i workshop si siano conclusi. Abbiamo visto negli anni l'entusiasmo e l'impegno che gli studenti hanno messo in questa nuova attivit&#224; apprendendo tecniche e linguaggi nuovi e innovativi rispetto ai tradizionali. Sono certo che questa avventura sar&#224; per loro produttiva anche in futuro e offrir&#224; alla societ&#224; in cui viviamo nuovi stimoli positivi&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fabio Dispirito di Fondazione Telecom Italia commenta cos&#236; l'iniziativa: &#8220;La sosteniamo perch&#233; non &#232; solo un progetto di formazione ed educazione alla fotografia destinato ai ragazzi del quartiere Librino di Catania: coinvolgere centinaia di giovani a &#160;fotografare il quartiere, le loro famiglie, la vita del quartiere stesso e fare di queste foto una occasione di condivisione sociale con tutta la gente del quartiere &#232; anche un esercizio di cittadinanza attiva, un momento di ridefinizione della propria identit&#224; attraverso la bellezza e la sua fruizione collettiva&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E i ragazzi esprimono grande entusiasmo per l'esperienza vissuta. Alessandro Caruso vive a Librino e frequenta la III media alla Campanella Sturzo. &#8220;Quando mi hanno parlato del progetto e mi hanno detto se volevo inscrivermi io ho subito accettato &#8211; racconta - Il corso si &#232; subito rivelato interessante: ci hanno insegnato come usare la macchina fotografica, ma allo stesso tempo ci hanno messo in relazione con altri Paesi e ci hanno fatto capire le usanze e la cultura. La cosa che ricorder&#242; di pi&#249; &#232; il rapporto molto intenso che si &#232; stabilito con i compagni, con i formatori e con Reza. Sono fiero di ci&#242; che si &#232; fatto per aiutare Librino&#8221;. Noemi Di Benedetto frequenta la III B della Campanella Sturzo: &#8220;Ho cominciato il corso di fotografia per fare nuove conoscenze, nuove esperienze e per arricchirmi dal punto di vista culturale, anche se non mi aspettavo che fosse cos&#236; prestigioso&#8221;. Ilenia Mennone, classe II A della scuola Dusmet, ha 11 anni. &#8220;Io penso che Reza sia un fotografo molto bravo e simpatico. Mi sono divertita a fotografare volti e paesaggi&#8221;. Milena Landriscina, compagna di classe di Ilenia confessa il suo sogno: &#8220;Mi piacerebbe diventare una brava fotografa&#8221;. Per Nancy Ferlito, studentessa sedicenne del Boggio Lera, &#232; stata un'esperienza importante. &#8220;Un anno fa ho cominciato un bellissimo progetto fotografico che oggi dico di amare, grazie alle emozioni provate condividendo momenti all'insegna dell'arte, dell'unione e dell'amicizia. Momenti che sempre pi&#249; fanno crescere umanamente&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il presidente del consiglio di quartiere Loredana Gioia dichiara: &#8220;Da sempre sosteniamo i progetti di Antonio Presti perch&#233; crediamo che azioni di questo tipo possano restituire dignit&#224; e rispetto per il quartiere&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'archivio fotografico far&#224; parte del Museo Internazionale dell'Immagine-Terzocchio Meridiani di Luce, La Fondazione, in questo modo, ha voluto istituire, all'interno del mondo della scuola, un processo educativo e formativo per i ragazzi. E vuole continuare a farlo. Una scuola di fotografia che trova anno dopo anno nelle nuove generazioni del quartiere il suo valore di essere.
&#8220;Uno dei principi guida dell'azione &#232; il fare: solo la praxis pu&#242; renderci capaci di vivere una trasformazione, di accedere a una vera presa di coscienza.&#8211; spiega Cristina Bertelli, curatore artistico del progetto &#8211; Questo &#232; quello che avviene grazie alla condivisione di migliaia di persone&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I fotografi tutor: Francesco Butera, Claudio Floresta, Fabrizio Frixa, Luca Guarneri, Monica Laurentini e Lidia Tropea.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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